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«Toc toc, c'è qualcuno?»: Trani, riapre tutto tranne il Monastero di Colonna

Il covid ha allentato la presa e i musei progressivamente riaprono ponendo a disposizione del pubblico non soltanto i loro tesori, ma anche eventi per la loro valorizzazione. Ciò non può dirsi, però, per il Monastero di Colonna, destinato a museo archeologico e che, nonostante i lavori sulla carta siano stati già completati nel 2016, resta ancora chiuso per motivi sia tecnici, sia organizzativi.

«Stiamo completando gli ultimi lavori - fa sapere il sindaco, Amedeo Bottaro -, dovuti al fatto che quelli dell'epoca, per il restauro del monastero, non compresero alcune lavorazioni mentre altre si sono rese necessarie per la messa in funzione degli impianti di climatizzazione, riscaldamento, antincendio. Stiamo lavorando per il completamento di queste lavorazioni, ma è inutile sottolineare che certamente il periodo non ci ha aiutato».

Il riferimento è agli effetti del covid sulla speditezza della burocrazia: «Lo smart working ha rallentato l'azione amministrativa e talvolta abbiamo dovuto fare delle scelte dando un'accelerata ad alcuni progetti importanti di sviluppo importante per la città rispetto ad altre questioni, fra cui il monastero. Il vantaggio che abbiamo avuto è stato che, non potendo aprire, non ci siamo dovuti affannare per il mancato completamento delle lavorazioni, ma mi auguro che ciò possa avvenire a breve».

Peraltro, alla nostra domanda circa il rischio che il concessionario possa azionare un contenzioso, visto che da tempo è aggiudicatario di un bando ma non ha ancora potuto operare, Bottaro risponde che questo, di fatto, è già avvenuto: «Il concessionario ha già sollevato una serie di eccezioni e quindi un contenzioso, anche se siamo ancora nella fase stragiudiziale. Devo dire che il concessionario ha le sue ragioni, ma anche i suoi torti, poiché ha una serie di obblighi cui ottemperare e ciò non è avvenuto».

Gli ultimi lavori furono aggiudicati alla fine del 2019 ma, con il sopraggiungere dell'emergenza sanitaria da lì a poco, non si ha notizia che siano stati effettuati e/o completati: ««Il lungo tempo trascorso di inattività dell’immobile monumentale, nonché la chiusura ermetica di tutti gli ambienti per la necessaria protezione attraverso l’impianto anti intrusione - spiegava il dirigente nel bando di gara - hanno contribuito a creare in questi anni una serie di problematiche riguardanti, principalmente, l’infiltrazione di acque meteoriche attraverso gli infissi e i canali storici di gronda. Questi bagnano interamente la facciata, provocando un allagamento interno al primo piano, sul lato sinistro rispetto al portoncino di ingresso, con il conseguente ritegno del vapore acqueo che ha provocato l’insorgere di muffe e distacco dello sfoglio di pitturazione».

I lavori prevedevano i seguenti interventi: sistemazione delle zone danneggiate, ove gli intonaci presentano segni di sgretolamento e muffe, attraverso la rimozione e la messa a vista dei sottostanti conci di tufo, per consentire l’asciugatura dei muri; sigillatura delle finestre attraverso l’applicazione di malte silicogene; allungamento dei canali di gronda con canalette in rame.

I lavori di completamento del restauro del Monastero di Santa Maria di Colonna, per destinazione a museo archeologico mediante ampliamento di quello già esistente, sono stati finanziati con il Progetto operativo regionale Fesr 2013-2017, denominato «Waterfront urbano».

Il 22 ottobre 2015 erano stati approvati lo stato finale e collaudo dell'appalto, eseguito dall'Associazione temporanea di imprese Garibaldi-De Magis, di Bari, mentre l'aggiudicazione definitiva della concessione, in favore della società Agorasophia endutainment, di Lecce, era giunta il 5 dicembre 2017.

Nel 2009 il dirigente del settore, Alessandro Attolico, aveva impegnato 39mila euro, in favore della già citata Agorasophia edutainment, per le operazioni di startup del museo archeologico presso l'immobile comunale sito sulla penisola di Colonna: pulitura; catalogazione; restauro e allestimento museografico dei reperti da esporre. Le operazioni, secondo quanto risulta agli atti, si sono concluse e la società è stata regolarmente liquidata.

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