Nel 2021 il Comune di Trani subirà una riduzione delle entrate di circa 30 milioni di euro. È quanto si evince dallo schema del Documento unico di programmazione 2021-2023, adottato dalla giunta comunale ed in attesa di aggiornamento in vista dell'approvazione in consiglio comunale.
Mentre nel 2020 le entrate erano state vicine ai 266 milioni, nell'anno in corso il trend è di circa 235 milioni. La contrazione arriva soprattutto dalle entrate in conto capitale, che scendono da 44 milioni a 27 milioni e mezzo, e dai trasferimenti correnti, che calano da quasi 20 milioni a 8 milioni e mezzo. Si registra invece un lieve incremento per le entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa, da 32 milioni e mezzo a poco più di 33 milioni.
Il quadro risente inevitabilmente dei problemi derivanti dalla pandemia. L'emergenza sanitaria è diventata sociale ed economica e ha determinato una crisi a livello generale cui neanche le pubbliche amministrazioni possono sottrarsi, Comune di Trani compreso.
Di conseguenza il prossimo bilancio dovrà, più che mai, «ottimizzare le risorse a disposizione e allo stesso tempo ridurre le spese superflue ed eccessive - si legge nel provvedimento -. Per non disperdere il gran lavoro svolto nell’ultimo quinquennio è necessario che la politica finanziaria comunale continui ad essere rigorosa, con un controllo severo della spesa ed un innalzamento della qualità della stessa, favorendo il ricorso a strumenti innovativi».
In questa direzione, fra i progetti da mettere subito in campo, «la trasformazione della rete d’illuminazione cittadina con tecnologie che consentano risparmi sui consumi e migliorino il servizio fornito. I risparmi sulla spesa permetteranno così di destinare risorse in favore delle classi sociali più deboli permettendo alle stesse di accedere ai servizi pubblici essenziali».
Ed ancora, «le politiche di bilancio devono valorizzare il patrimonio comunale attraverso forme di partenariato con associazioni, società e soggetti privati che possano non solo rendere fruibili immobili oggi in disuso, ma anche renderli strumenti di crescita sociale, economica ed occupazionale».
Non meno centrale, l'obiettivo per cui «il rigore nelle spese dovrà riflettersi anche nell’assiduo controllo della gestione delle partecipate: infatti, il sacrificio fatto per risanarle non deve essere vanificato e piuttosto occorre passare ad una nuova fase che le veda protagoniste dello sviluppo locale in termini di occupazione, di servizi e di miglioramento dell’ambiente».
Infine, anche se tale obiettivo è dichiarato da tempo, «si dovrà procedere gradualmente ad una costante diminuzione dell’imposizione fiscale. In tale ottica, sarà importante una stringente lotta all’evasione attraverso l’incrocio dei diversi database disponibili (anagrafe, catasto, Agenzia delle entrate, Camera di commercio): questo permetterà l’allargamento della base imponibile, dando la possibilità di rimodulare verso il basso alcuni tributi tariffe».
Per giungere a ciò si punta all'esternalizzazione dei servizi di supporto all’Ufficio tributi ed all'aggiornamento e revisione delle banche dati.
