Alcuni giorni fa il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani ha denunciato lo stato drammatico del nostro territorio provinciale, dovuto alle infiltrazioni delle mafie nel nostro tessuto economico.
"Questo è un territorio in cui si sono allentati tutti i bulloni della legalità, vibra un po' tutto" è la frase che più mi ha colpito e credo abbia colpito molti altri.
Affermare che TUTTI i bulloni della legalità si siano allentati, non può che significare che purtroppo anche le pubbliche amministrazioni non sono esenti dallo scricchiolio.
Io non posso che confermare questa percezione di potenziale permeabilità al subdolo accesso nella cosa pubblica. È una percezione, ma tanto basta per non restare indifferenti.
Non vi è dubbio che la Politica debba fare la sua parte, e che gli amministratori pubblici debbano costituire cassa di risonanza dell'allarme lanciato dal Procuratore della Repubblica. Occorre l'impegno di tutti, cittadini ed amministratori pubblici.
Mi piacerebbe che i sindaci delle città della nostra provincia, a partire da quello della mia città, recepiscano il segnale e assumano pubblicamente il preciso impegno di aumentare il controllo sulle dinamiche amministrative più a rischio, che si impegnino al rispetto delle procedure e dei regolamenti spesso disattesi, nonché alla maggiore trasparenza.
Mi piacerebbe che venga istituito un tavolo di confronto sui temi della legalità in modo permanente presso la Prefettura, dove mi risulta che l'amministrazione comunale tranese non brilli per partecipazione.
Insomma, mi piacerebbe che nei confronti del problema delle mafie nella nostra economia non si attui la politica dello struzzo, infilando la testa sotto la sabbia immaginando che il pericolo non esista, o, peggio, si evitino tacite e silenti attrazioni. Sindaco, faccia sentire la sua voce e dia prova del suo impegno per stringere quei bulloni che si sono allentati.
Gianni Di Leo, consigliere comunale
