Alcuni atleti di parkour ieri mattina hanno recuperato e ricollocato i pezzi della pavimentazione antitrauma del parco giochi della villa comunale, gettati dai vandali nei giorni precedenti e di cui avevamo parlato in un articolo. Insieme con quelli, anche altri rifiuti.
A quei luoghi gli operatori di Amiu non possono avere accesso a causa della loro stessa conformazione, ma questo diventa un gioco da ragazzi per chi pratica questa disciplina che, a differenza di quanto sembri, aiuta a formare correttamente i giovani che vi si avvicinano e, soprattutto, assume una valenza ambientale e sociale di grande rilevanza.
Non è un caso che, ogni anno, la serata finale del Giullare, il Festival nazionale contro tutte le barriere, si apra proprio con una esibizione di atleti parkour che fanno parte dell'associazione Rizhai. Ed anche quello non è mai stato uno spettacolo fine a se stesso, ma pensato per inquadrare il parkour per quello che realmente è.
A darne notizia il consigliere comunale, Claudio Biancolillo, che per l'occasione ringrazia gli atleti della Società sportiva dilettantistica Activita, «che si sono offerti volontariamente e gratuitamente per il recupero dei rifiuti sul tratto di costa del molo Sant'Antonio più difficile da raggiungere. Dopo tanto tempo e con grande caparbietà - commenta - sono riusciti a fare comprendere quale sia il vero senso del parkour, cambiando anche un certo tipo di mentalità e allontanando molti pregiudizi».


