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Consiglio comunale, il bilancio consuntivo del Comune di Trani si mantiene in equilibrio

Il consiglio comunale di oggi si è aperto con la pregiudiziale del consigliere Cozzoli che ha proposto il rinvio di tutti i provvedimenti all’ordine del giorno perché “oggi siamo sprovvisti dell’organo di revisione: tutti gli atti dalla mezzanotte di oggi sono nulli”. La pregiudiziale è stata respinta con 18 voti contrari e 5 favorevoli.

Il centrodestra ha così abbandonato l'aula per non concorrere alla votazione di atti ritenuti illegittimi.

Il consiglio ha, quindi, approvato il secondo punto all’ordine del giorno con 20 voti favorevoli.

Il bilancio consuntivo del Comune di Trani si mantiene in equilibrio con un delicato gioco di pesi e contrappesi: il disavanzo di amministrazione si riduce di oltre un milione e mezzo di euro e, cosa ancora più importante, Palazzo di città sta uscendo prima del previsto dal rischio del dissesto finanziario che si era determinato nel 2015.

Infatti, in conseguenza di quello fu approvato un piano di rientro trentennale che, però, potrebbe chiudersi con notevole anticipo rispetto al previsto.

Sono questi i dati più significativo all'interno dello schema del rendiconto 2020, che il consiglio comunale oggi ha approvato. Il consuntivo dell'ente si chiuderà con un totale a pareggio, fra entrate e spese, di poco più di 120 milioni di euro.

Nel quadro riassuntivo generale emerge un avanzo di competenza di oltre 22 milioni, gran parte del quale però sarà utilizzato per risorse accantonate stanziate nel bilancio dell'esercizio e risorse vincolate nel bilancio.

Ciò che più spicca è che, in occasione del riaccertamento straordinario dei residui al 1mo gennaio 2015, quando il Comune di Trani era stato sull'orlo del dissesto finanziario, l'ente aveva accertato un disavanzo di poco più di 11 milioni di euro, da ripartire in 30 esercizi con l'applicazione di una quota annua di disavanzo pari a poco meno di 370.000 euro.

Ebbene, «l'andamento gestionale riferito al periodo 2015-2020 evidenzia un miglioramento nella capacità di copertura del disavanzo rispetto a quanto approvato con la deliberazione di riaccertamento straordinario al 1mo gennaio 2015 - si legge nel provvedimento -. Un'ulteriore disavanzo era emerso al termine dell'esercizio 2017, pari a 2 milioni circa, ed è stato applicato agli esercizi 2018-2019 in sede di approvazione del rendiconto 2017.

Così, in occasione della verifica degli equilibri dell'esercizio 2020, approvati dal consiglio comunale il 30 novembre dello scorso anno, si è dato atto che al 31 dicembre 2019 il miglioramento del recupero del disavanzo complessivo è di 2.300.000 euro.

La gestione della competenza mostra un saldo di 22.225.000, ed è grazie a quella che il conto consuntivo 2020 conferma la sostanziale stabilità dei conti del Comune di Trani, insieme con un risultato di amministrazione al 31 dicembre 2020 di 52.236.000 euro.

Tale tesoretto viene poi destinato al fondo crediti di dubbia esigibilità (quasi 31 milioni), al fondo contenzioso (1.700.000 euro) ad altri accantonamenti (347.000 euro) ed alla parte vincolata da leggi e principi contabili, trasferimenti, contrazione di mutui e vincoli formalmente attribuiti all'ente per complessivi 22 milioni e mezzo.

Un'ulteriore parte dell'avanzo di amministrazione, pari a 1.200.000 euro, viene destinata agli investimenti e così il totale della parte disponibile risulta anch'essa negativa per 4.390.000 euro. Ma proprio da questo dato emerge il miglioramento del disavanzo di amministrazione rispetto a quello emergente dal rendiconto 2019, che era stato pari a -6.084.000 euro.

Da segnalare che il fondo cassa presso la tesoreria comunale si è ridotto da 14.280.000 euro a 11.800.000 euro. Ciononostante il totale delle entrate, pari a quasi 95 milioni, supera quello delle uscite, attestate a 83 milioni. Pesa lo scompenso fra residui attivi (poco più di 8 milioni) e passivi (oltre 19 milioni).

Fra gli altri dati, l'indicatore della tempestività dei pagamenti dell'ente, che nel 2020 sono avvenuti con un ritardo medio di 34 giorni, variando fra uno massimo di 56, nel primo trimestre, ed un minimo di 13, nel quarto. Come sempre i maggiori ritardi avvengono nel primo semestre, vale a dire prima dell'approvazione del bilancio di previsione.

L'assessore alle finanze, Luca Lignola, giudica soddisfacente il quadro complessivo del rendiconto. «Le operazioni di chiusura contabile delle entrate e uscite di bilancio - si legge nella relazione analitica al provvedimento - sono state precedute dalla valutazione dei flussi finanziari che si sono manifestati nell'esercizio, talvolta integrata anche da considerazioni di tipo economico. Sono state prese in esame solo le operazioni svolte nel periodo di riferimento, cercando di evitare che i criteri di valutazione e stima adottati potessero portare a sottovalutazione o sopravvalutazione delle singole poste».

All'interno del rendiconto si incontrano anche le note informative di verifica dei crediti e debiti con le società partecipate del Comune di Trani, vale a dire Amiu, Amet, Stp e Gal Ponte Lama.

La maggiore esposizione del Comune è nei confronti della sua azienda dell'igiene urbana, verso la quale è debitore di quasi 3 milioni, a fronte di un credito di appena 21.000 euro. Anche con Amet il debito, di 3.200.000 euro, supera il credito, di 2.400.000 euro. Con Stp si vanta invece un credito di 8.000 euro a fronte di un debito di 900, mentre nessun «dare e avere» figura nei rapporti con il Gal Ponte Lama.

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