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Cordolo pericoloso al Mongelli, Felice Corraro chiede le dimissioni di Rondinone. L'intervento dell'ex assessore Di Lernia

A volte è meglio tacere e lasciare nel dubbio gli altri che tu sia ignorante (nel senso di ignorare le norme), piuttosto che rilasciare affermazioni a mezzo stampa e togliere ogni dubbio!

Capita che un cittadino, una mattina, in un'area pedonale deserta, stia passeggiando tranquillamente con la propria bicicletta ed incappi in un cordolo di plastica, rischiando l'osso del collo. Per la cronaca, il ciclista è ricoverato in ospedale. Il sonnecchiante assessore alla Polizia Municipale allora decide di rilasciare una dichiarazione alla stampa. Non per mostrare espressamente solidarietà al cittadino ferito limitandosi ad un laconico "ci dispiace", non per affermare che procederà alle verifiche per comprendere se quel cordolo è stato installato a norma di Legge e rispetti i requisiti di tutela e sicurezza e neanche per scusarsi a nome dell'amministrazione.

L'assessore alla Polizia Municipale dichiara che nelle aree pedonali è interdetto il passaggio ai velocipedi e che, comunque, i ciclisti devono attraversala con la bici a mano.

Invito l'assessore, dopo aver formalizzato le sue dimissioni per manifesta incapacità politica ed ignoranza amministrativa a rileggere l'assunto del combinato disposto di cui al comma 1 punto 2 art. 3 e comma 4 art. 182 del Codice della strada. Se siamo amministrati da questi "politici" c'è davvero da preoccuparsi. Chieda scusa ai cittadini tutti in nome e per conto dei quali amministra e rilascia dichiarazioni, l'assessore si dimetta e lasci il campo a chi è amministrativamente capace perché Trani, la perla dell'adriatico, non merita tanta superficialità e pericolosa incuria.

Felice Corraro - Consigliere Comunale Italia in Comune

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Sul punto interviene anche l'assessore uscente alla Polizia locale, Cecilia di Lernia: «Ai sensi del Codice della strada, l'area pedonale, infatti, è una “zona interdetta alla circolazione dei veicoli, salvo quelli in servizio di emergenza, i velocipedi e i veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie, nonché eventuali deroghe per i veicoli ad emissioni zero aventi ingombro e velocità tali da poter essere assimilati ai velocipedi. In particolari situazioni i comuni possono introdurre, attraverso apposita segnalazione, ulteriori restrizioni alla circolazione su aree pedonali". È bene specificare, tuttavia, che ogni Comune, con specifica ordinanza può disporre il divieto di transito alle biciclette, in mancanza della quale vale il principio generale per cui non è sufficiente la sola esistenza della segnaletica stradale, ma è indispensabile l'ordinanza emessa dal Comune. Possiamo affermare, quindi, che le biciclette normalmente possono transitare all’interno delle aree pedonali, evidenziando che “I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o pericolo per i pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza”. In buona sostanza i ciclisti possono transitare nelle aree pedonali, salvo che vi siano specifici divieti introdotti dal Comune con apposita ordinanza e posti all’ingresso delle stesse aree, e solo nel caso in cui possono essere di intralcio o possono creare pericolo per i pedoni, la bici deve essere eventualmente condotta a mano».

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