È stato presentato nei giorni scorsi in piazza Quercia, presso Il Marchese Orangerie, a Trani, l’opera di Maria Pia Turiello, Criminologa forense – Mediatrice nell’alta conflittualità –Psicologa del lavoro e delle organizzazioni e Docente universitaria: “La famiglia: un porto sicuro o una prigione?”.
La presentazione del libro, inserita nella rassegna culturale del mercoledì presso il suddetto locale, è stata svolta alla presenza di Debora Ciliento (Consiglio Regione Puglia, componente Commissione Assistenza Familiare, servizi sociali), Gianni Casale (Avvocato Cassazionista del Foro di Modena, CEO progetto Anthea), Francesco Paparessa (Avvocato Cassazionista, componente Osservatorio Nazionale di diritto di famiglia della sezione di Trani), Lia Parente (Psicologa forense e psicoterapeuta), Ivan Ventura (Comunità Melampo di Oasi2) Francesca Corraro.
Al centro del dibattito lo spinoso argomento della violenza domestica, acuita soprattutto durante il periodo del primo lockdown dove molto spesso la casa si è trasformata in una prigione per le donne.
Al termine della presentazione il poeta Giuseppe Laurora ha voluto omaggiare le donne, dedicando loro una sua poesia che è possibile leggere di seguito:
Guardo negli occhi mia madre
E vedo lo sguardo di ogni singola donna
Gli occhi non possono mentire
Ci vedi tutta l’anima
Dev’essere difficile essere donna
Mettere al mondo uomini
Che forse un giorno la tradiranno
Chissà cosa pensano realmente di noi uomini
Prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita.
Recita così vero ?
Forse noi non lo comprendiamo a pieno
Ma loro si
La donna
Chi è donna lo sa
Sa quanto è cattivo il mondo
Sa quanto amore ci mette nonostante tutto il dolore
Sa quanto coraggio ci vuole anche solo in un attimo di vita
Abbracciamole
Abbracciamole sempre
Onore a te donna che un giorno entrerai nella mia vita …



