Nel 2021 il Comune di Trani tornerà a spendere quasi 150.000 euro di fitti passivi. Si tratta dei canoni da corrispondere a tre privati per la collocazione di classi di scuola materna, elementare e media a seguito dell'emergenza sanitaria.
In particolare, 90.000 euro sono in favore della congregazione delle suore Piccole operaie del Sacro Cuore, in via Stendardi, con le quali è stato siglato un contratto di sei anni per classi della scuola primaria Papa Giovanni XXIII, il cui plesso è chiuso per paventato pericolo di crollo.
Ed ancora 50.000 euro per Il nido della felicità, in via De Gemmis, anche in questo caso per la durata di sei anni, per classi della scuola dell'infanzia del Primo circolo De Amicis. Infine 8.000 euro, per le suore Angeliche di San Paolo, in corso De Gasperi, per classi della scuola media Baldassarre.
Queste spese fanno parte del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, allegato al bilancio di previsione annuale e pluriennale 2021-2023 che nei gironi scorsi il consiglio comunale ha approvato a Palazzo Palmieri.
Al contrario, la previsione di introito dai fitti attivi del 2021 è di 353.000 euro. Quello più alto, di poco meno di 40.000 euro annuali, è versato dalla società Le lampare al fortino. A seguire La terrazza sul mare, in piazza Marinai d'Italia (poco più di 22.000 euro), i chioschi bar sul lungomare Cristoforo Colombo Tamarindo (17.000) e Barbayanne (11.000). Di poco Inferiore la quota pagata da Il vecchio e il mare sotto il fortino, mentre la stessa società versa 15.000 euro per l'immobile di piazza della Repubblica ex bar Tre palme.
L'Inps paga al Comune 20.000 euro per la sua sede presso Palazzo di città, mentre gli operatori della telefonia pagano da 12.000 a 14.000 euro per le stazioni radio base da cui emettono i loro segnali.
