«È da oltre un anno che non accettiamo più indumenti e altri beni. Sul portone principale di via Pietro Palagano è affisso un cartello molto grande e ci sorprende che qualcuno abbia scaricato così tanta roba davanti a quella nostra porta sul retro, che è semplicemente un'uscita di servizio».
Così Suor Licia, la madre superiora dell'Istituto antoniano femminile, sulla porta retrostante del quale, in via Pansini, l'altro pomeriggio, qualcuno ha abbandonato una enorme quantità di indumenti usati e persino quello che sembra lo scheletro di una culla: una scena di degrado assoluto, oltre che un ostacolo per i pedoni con un marciapiede interamente occupato così.
«Non ci era mai capitato di trovarci di fronte ad una scena del genere - fa sapere la religiosa - e ci dispiace di essere stati indirettamente la causa di tanto degrado. Certamente un comportamento del genere va censurato perché denota mancanza di rispetto delle nostre ospiti, e vogliamo augurarmi che si tratti di un episodio isolato».
Va anche detto però che frequentemente, anche in questo caso a dispetto del cartello, indumenti siano lasciati sia davanti all'ingresso di via Palagano, sia davanti alla chiesa di Sant'Antonio.
Don Mimmo De Toma, parroco della Madonna del Pozzo, conferma che «anche da noi, sia davanti alla porta della nostra sagrestia, sia in un locale di fronte, dove raccogliamo beni in maniera concordata, assistiamo ad un conferimento spesso selvaggio di indumenti e biancheria. Purtroppo, in una occasione, abbiamo trovato anche delle lenzuola sporche di feci. Spesso ho rivolto degli appelli al termine delle sante messe, ma non hanno sortito più di tanto l'effetto sperato».
Non è dato comprendere se ciò accada perché nel frattempo non ci sono più i raccoglitori stradali di qualche tempo fa, però è realmente imbarazzante, per usare un eufemismo, assistere a fenomeni di inciviltà mascherata da solidarietà: non è questa la carità che ci si attende.


