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Luna di sabbia, sabato la presentazione del libro di Patrice Avella. L'intervista di Negrogno all'autore

Sabato 28 agosto 2021 alle ore 19:00 presso la libreria Lunadisabbia in via Mario Pagano, 193 a Trani, Patrice Avella presenterà il suo nuovo libro: “Modigliani, l’amore & Paris” edito da Edizioni Il Foglio. Dialogherà con l’autore la scrittrice Cristina de Vita, mentre Matilde Cafiero leggerà alcuni brani. In occasione della sua presentazione, lo scrittore tranese Rino Negrogno ha intervistato lo scrittore francese. Ecco la sua intervista:

Il suo libro “Modigliani, l’amore & Paris” è una passeggiata romantica di Paris e Livorno, dove ha vissuto Modigliani, è soprattutto la biografia delle donne che hanno ispirato l’artista, ma è anche la storia di com’era Livorno ai tempi di Amedeo Modigliani? Del cibo, delle sue specialità gastronomiche?

La particolarità degli artisti del 1900 era il luogo d’incontro tra di loro: il caffè o la Brasserie parigina del quartiere di Montmartre, poi Montparnasse e infine il quartiere di St-Germain-des-Prés. Questi luoghi sono ancora famosi. Tanti artisti li hanno frequentati per una cinquantina d’anni. La storia del cibo è nata con questi artisti e non poteva non essere presente in questo libro, anche a Livorno, all’interno del Caffè Bardi, si discuteva d’arte e letteratura con tanti artisti italiani e Amedeo Modigliani.

Le due donne che mi hanno maggiormente colpito sono Beatrice Hastings e Jeanne Hébuterne. La prima perché era una donna affermata e indipendente, diversa dalle donne che l’artista di solito amava frequentare, e infatti la loro relazione, durata due anni, fu burrascosa fino alla fine. La giovane e bella diciannovenne Jeanne Hébuterne invece, non solo sopporterà i suoi tradimenti e le sue bevute ma arriverà fino al suicidio per la morte del suo amato e, come recita l’epitaffio sepolcrale, sarà: “Compagna devota fino all'estremo sacrifizio”. Chi era la sua preferita?

La vita di Modigliani assomiglia alla storia di un vero romanzo. Sono presenti: belle donne, amore, sesso, soldi, artisti, quartieri poveri di Parigi, romanticismo, violenza, successo troppo tardivo, suicidio, tragedia e alla fine la triste storia di una coppia che si ritrova nella morte per l’eternità. Modigliani non ha avuto una donna preferita perché ognuna faceva parte della sua vita e di un periodo artistico particolare. Tutte le sue donne erano belle e intellettuali: giornaliste, scrittrici, pittrici, poetesse e avevano una personalità di spicco per quell’epoca. Ognuna di loro è stata una Musa per Amedeo Modigliani. Jeanne è stata la più importante alla fine della sua vita perché è l’unica a cui ha riconosciuto il bambino ed è l’unica che stava per sposare.

La Hébuterne è bella nei primi dipinti, ma dopo diventa “brutta” come le altre. Cosa c’è dietro gli occhi tagliati a mandorla sui volti dei suoi dipinti. Se c’è l’anima, è un’anima che induce agli eccessi e all’autodistruzione?

Modigliani come artista è uno, indivisibile nella sua arte che comincia e finisce con lui. I suoi ritratti volevano arrivare al centro dell’anima delle persone con i colli che volavano in alto verso l’universo. “Le donne soprattutto erano per lui il rosso del fuoco come la sua pittura. Le facce delle donne dai cui occhi l’anima dipartiva alitava nell’aria arrossandola. Quando Modi’ consumò l’ultimo rosso, morì”, ha scritto un critico d’arte all’epoca. La “sua Jeannette” come la chiamava gentilmente era una donna sempre timida e troppo seria, senza tanti sorrisi: “un angelo col viso grave al candore di un cigno al passo lento ma un portamento di dea, fiera col collo allungato all’eccesso” esattamente come dipingeva le donne nel suo immaginario l’artista Amedeo.

È davvero maledetto Amedeo Modigliani, tanto da voler spogliare e possedere i corpi delle sue muse, ma allo stesso tempo, svelarne l’anima che si celava dietro i loro occhi?

Gli occhi vuoti erano per spiegare che lui non conosceva veramente l’anima delle sue Muse come nelle sculture antiche. Se non fosse stato per la sua malattia e per la polvere delle pietre, Amedeo sarebbe diventato uno scultore e non più pittore. Le donne nude con colori carnali non erano per lui scandalose ma facevano parte della natura. Suscitò notevole scandalo nel mondo artistico parigino, aver dipinto realisticamente e nella sua interezza l’intimo femminile. Rispettava le sue modelle dipingendole sempre
con un volto vigile e attento, con una controllatissima sensualità, ma con un corpo sdraiato in abbandono totale e sereno. Anche i colli erano lunghi, eleganti, frivoli ma forti, mai deformati o grotteschi perché Modi’ amava le donne.

Dopo aver letto il suo libro, cosa ci resta di Modigliani?

Modigliani non merita una brutta reputazione. Era un’artista della sua epoca come tanti altri a Parigi. Non era né un alcolizzato né un drogato neanche un seduttore come tanti biografi scrivono. Ma soltanto un vero poeta che aveva bisogno di farsi notare e amare dagli altri. Ha sofferto molto del disprezzo dei suoi amici, a Livorno soprattutto durante il suo ultimo viaggio in Toscana. Le donne lo
stregavano, come il cibo, l’alcol e le droghe, come tanti altri artisti della Bohème parigina. Aveva un fascino singolare tutto italiano per le donne di Paris, ma soprattutto per la brillantissima conversazione, la sua cultura e per i modi signorili della sua educazione. L’ultima cosa che si scopre alla fine del libro sarebbe la domanda: quale sarebbe stato il futuro artistico di Modigliani se fosse sopravvissuto alla malattia, come Picasso per esempio. Quale tipo di creazione, col nuovo successo, avrebbe immaginato, quante altre opere d’arte avrebbe potuto offrire al mondo ancora. Si sarebbe sposato con Jeanne e avrebbe avuto una vita più serena col successo?

Biografia di Patrice Avella

Patrice Avella, giornalista e scrittore, è nato nel 1959 in Francia da genitori italiani e vive da sei anni in Toscana. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti sia in Italia e in Francia per i suoi libri, l’ultimo in ordine di tempo è stato per il suo libro “Modigliani, l'amore e Paris” al XVI Napoli Cultural Classic, tra cui il premio “Livre Européen et Méditerranéen” per “Piazza Fontana”. Annovera una collaborazione con la radio nazionale francese “France Bleu” e da dodici anni scrive di cinema e sulla gastronomia italiana sulla rivista di Parigi “La VOCE” periodico degli italiani in Francia. Ha scritto e pubblicato oltre una dozzina di libri in Francia ed in Italia con le “Edizioni il Foglio Letterario” e ha collaborato con il cinefilo e storico toscano Gordiano Lupi alla scrittura di diversi libri
a quattro mani come “La Grande Abbuffata”, “A cena con gli Appiani” che continuano a riscuotere un forte successo di pubblico e critica anche grazie a diverse trasmissioni televisive nazionali. Diversi sono i progetti in fase di realizzazione: tra gli altri uno sul poeta Jacques Prévert e il suo rapporto con Parigi, e sullo scrittore del Piccolo Principe, Antoine de St-Exupery. Per contatti: patrizioavella@aol.com Facebook : Patrizio Avella.

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