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Scuola, fra tre settimane prima campanella. E, per l'anno prossimo, Trani ha proposto alla Regione gli istituti comprensivi

Lunedì 20 settembre si torna tra i banchi in Puglia, con la speranza di una scuola nuovamente in presenza e quindi con meno apprensioni degli ultimi due anni con riferimento all'emergenza sanitaria. Intanto, per l'anno prossimo, a Trani si prepara si prepara una piccola, grande rivoluzione. Peraltro attesa da tempo.

Tre accorpamenti verticali e la conferma di un circolo didattico per combattere la denatalità ed arginare i cali delle iscrizioni in alcuni istituti, la necessità di aprire almeno un asilo nido pubblico, l'urgenza di rendere i plessi sicuri e assicurare progetti che prevengano anche la dispersione scolastica: questo, e molto altro, si trova nel Documento preliminare alla programmazione scolastica del Comune di Trani, deliberato dalla giunta comunale.

La Regione Puglia ha recentemente approvato la bozza e le indicazioni per la redazione del Documento preliminare alla programmazione scolastica. Con tale strumento gli enti locali hanno la possibilità di coordinare, reciprocamente e con gli altri atti di programmazione locale, tutti gli strumenti di pianificazione in materia di organizzazione della rete scolastica ed educativa, edilizia scolastica e diritto allo studio.

Di conseguenza, il Comune di Trani ha «la necessità di approvare, in un’ottica strategica e condivisa tra Regione ed ente locale - si legge nel relativo atto di indirizzo approvato dalla giunta -, gli atti inerenti il Piano triennale di edilizia scolastica 2021/2023, le Linee di indirizzo per il dimensionamento scolastico e la Programmazione dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2022/23 ed il Piano comunale del diritto allo studio, coordinato con la presentazione di interventi per la promozione del Sistema integrato zerosei».

Il Documento preliminare alla programmazione scolastica del Comune di Trani è formato di quattro sezioni: procedimento di elaborazione; criticità del sistema scolastico educativo; visione programmatica; programmazione delle azioni.

Secondo quanto si legge nella prima sezione del Dpps del Comune di Trani, ecco le criticità principali: lo squilibrio di iscrizioni fra il Secondo circolo Petronelli e il Terzo D'Annunzio, cui ora si sta aggiungendo il calo del Quarto circolo Beltrani; le carenze di spazi, che necessitano da un lato di essere ottimizzati e ridistribuiti in modo più razionalizzato, dall'altro di essere resi più idonei anche alla luce delle nuove esigenze didattiche legate alle infrastrutture digitali; la mancanza di asili nido comunali attivi, ed è per questo che l'amministrazione comunale vuole attivare un asilo nido per estendere la platea di frizione soprattutto in favore di chi, per condizioni economiche critiche, non può accedere alle strutture private esistenti.

Per risolvere il problema dello squilibrio numerico fra i circoli, già alla fine del 2020 è iniziato un confronto fra amministrazione comunale e dirigenti scolastici, dal quale è emersa l'intesa per l'avvio di tre istituti comprensivi con il mantenimento di un solo circolo didattico.

In particolare, la media Bovio-Palumbo si scorporerebbe dalla Rocca e si accorperebbe al D'Annunzio, la Rocca si unirebbe verticalmente al De Amicis e la Baldassarre al Beltrani. La Petronelli rimarrebbe circolo autonomo.

«In questo modo si garantirebbero maggiore equilibrio e prospettiva - si legge nel provvedimento - nel rispetto delle competenze in capo all'ente locale ed alle autonomie scolastiche. Tale proposta parte dalla consapevolezza del fatto che è necessario riequilibrare non solo i numeri, ma l'assetto scolastico tutto, garantendo prospettive maggiormente stabili ad esclusivo beneficio della comunità scolastica tutta».

I maggiori punti di forza di tale prospettazione risiederebbero principalmente «nella messa in sicurezza del Terzo circolo, che vedrebbe porre fine a continue reggenze che non hanno facilitato un percorso di crescita, mentre gli accorpamenti verticali consentirebbe di pianificare un percorso di crescita educativa e didattica di lungo respiro a favore delle utenze di riferimento».

Nei mesi successivi, anche tramite l'intermediazione della Provincia, si è deciso con la Regione il mantenimento dello status quo per l'anno scolastico 2021/2022, quello che sta per iniziare, così da consentire ad ente locale e dirigenti scolastici di pianificare al meglio, e nel modo più partecipato possibile, lo scenario futuro degli istituti comprensivi.

Ad oggi dal punto di vista dei numeri, gli istituti di Trani sono messi così: I circolo De Amicis, 1057 alunni con 53 classi; II circolo Petronelli, 1338 alunni con 59 classi; III circolo D'Annunzio, 579 alunni con 35 classi; IV circolo Beltrani, 726 alunni con 39 classi; scuola media Baldassarre, 816 alunni; scuola media Rocca Bovio Palumbo 924 alunni.

Alla luce di questi numeri emerge la costante sofferenza del D'Annunzio a causa del cronico calo delle iscrizioni, cui si è aggiunta la chiusura della Papa Giovanni XXIII per paventato pericolo di crollo. Tutto ciò ha inficiato sul percorso intrapreso portando l'amministrazione comunale ad individuare nuove ubicazioni in via Stendardi (plesso peraltro non pienamente funzionale per la mancanza della palestra) e via Grecia, in quello che sarebbe dovuto essere il primo asilo nido pubblico della città.

Al contrario il Petronelli risulta sovradimensionato e la Rocca-Bovio-Palumbo sfiora i mille alunni grazie ai due distinti plessi. Il De Amicis non presenta criticità dal punto di vista della iscrizioni, ma il trasferimento di classi della scuola dell'infanzia dalle suore Angeliche al plesso di via de Gemmis si sta ripercuotendo sugli equilibri soprattutto del Beltrani, in progressiva sofferenza e calo delle iscrizioni.

Anche la Baldassarre, per via dell'emergenza sanitaria, è costretta ad occupare sei aule presso l'edificio delle suore Angeliche, con un altro conseguente fitto passivo di cui si è fatto carico il Comune.

Fra le altre criticità che il Dpps richiama, vi è quella relativa alla mensa scolastica, che continua ad essere un servizio a domanda individuale «mentre da un punto di vista educativo è fondamentale - si legge nel provvedimento -, per una piena fruizione del diritto allo studio. Garantire la mensa scolastica anche alle scuole secondarie di primo grado concorrerebbe a prevenire molti casi di dispersione scolastica - spiega l'assessore alla pubblica istruzione, Francesca Zitoli -, perché le singole istituzioni scolastiche, nell'ambito delle proprie attività previste dal Piano dell'offerta formativa, sarebbero facilitate e supportate nel rispondere ai bisogni dei propri bacini di utenza».

Per quanto riguarda gli asili nido, su 182 posti autorizzati da 0 a 3 anni quelli occupati sono 151. Il 60 per cento degli iscritti accede alla misura regionale dei voucher di conciliazione, il 40 per cento paga interamente la retta mensile. Risulta però del tutto carente l'offerta di strutture e servizi da 0 a 3 anni a titolarità pubblica.

La popolazione scolastica di quella fascia di età, al 1mo gennaio 2020, era di 1646 bambini: dunque, soltanto l'11 per cento di essi è collocato in strutture, di cui nessuna pubblica. Ed allora l'amministrazione comunale «intende avviare nel breve e medio periodo - si legge nel provvedimento -, attraverso apposito finanziamento regionale, convenzioni con strutture educative già presenti sul territorio comunale coprendo o calmierando le tariffe, a beneficio di una platea sempre più ampia».

Per quanto riguarda l'edilizia scolastica, queste le principali criticità e conseguenti interventi da realizzare: spazio disponibile metri quadri/alunno insufficiente; necessità di verificare la vulnerabilità sismica di tutti gli edifici adibiti ad uso scolastico; adeguamento di alcuni mobili alla normativa su sicurezza e antincendio; fornitura di ascensori in due immobili attualmente sprovvisti; interventi di ripristino della pavimentazione dei cortili esterni; dotazione di infrastrutture digitali per garantire una copertura di rete per tutti i dispositivi connessi; fornitura di sistemi di videosorveglianza e allarme collegati alle stazioni di polizia, per prevenire atti vandalici e furti.

Gli obiettivi da raggiungere, fra gli altri sono un completo livello di sicurezza degli immobili attraverso gli adeguamenti, maggiore accessibilità degli edifici, incremento dell'efficienza e sicurezza del trasporto scolastico, aumento dell'offerta e dei servizi educativi a gestione pubblica.

Non da ultimo l'amministrazione comunale si pone l'obiettivo di recuperare la Papa Giovanni XXIII: l'esito delle indagini diagnostiche in merito alla staticità dell'immobile consentirà di optare per un intervento di consolidamento e adeguamento alla normativa antisismica, ovvero abbattimento e ricostruzione dell'intero immobile.

Ulteriori obiettivi sono il recupero e attivazione dell'asilo nido di via Grecia, quando sarà liberato dalla scuola materna della Papa Giovanni XXIII, e l'uscita dai plessi in cui si pagano fitti passivi.

Infine, la riattivazione immediata degli spazi esterni della scuola De Bello-Palumbo, grazie al bando «Educare in comune», nonché il recupero del vero e proprio immobile scolastico, facendolo divenire polo educativo e culturale del quartiere nord.

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