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Degrado al Cimitero, la riflessione di Antonio Carrabba

Sono definiti Monumentali i complessi cimiteriali decorati da sepolture costituite da cappelle e monumenti sviluppatisi in Europa durante il milleottocento. Il vecchio ingresso in pietra bianca, deturpato negli anni novanta del secolo scorso con una sopraelevazione inopportuna, con le monumentali austere colonne che affermano tuttora la sacralità del luogo, le cappelle e i monumenti del viale principale nel cimitero di Trani fatte costruire da alcune nobili famiglie benestanti con un’accuratezza particolarmente ricercata per dare sepoltura ai loro ascendenti e poi l’altare dei caduti realizzato dagli artisti tranesi Bassi e Scaringi
legittimavano un tempo l’attribuzione dell’appellativo monumentale al cimitero di Trani. Ahinoi così non è più!

Il cimitero della città versa ormai in condizioni che definire drammatiche è forse riduttivo della reale dimensione del problema. Il degrado e l’inadeguatezza che in modo ben circostanziato ha denunciato il consigliere comunale Vito Branà attraverso il suo desolante e purtroppo veritiero reportage pubblicato il 27 agosto scorso sembrerebbero sottintendere un evento naturale di intensità devastante, invece NO! Nessun terremoto né evento estremo!

Il cimitero civico di Trani realizzato nel 1840, anno in cui la città contava quasi 26.000 abitanti, sebbene abbia inglobato nel tempo porzioni di terreni adiacenti denuncia da diversi anni una preoccupante situazione che ad oggi sembra arrivata al collasso perché pare in grado di poter dare sepoltura solo a qualche decina di defunti nella cosiddetta “terra comune”, oltre a quelli, non sappiamo quanti, invisibili, ma disponibili e “condizionati” nelle cappelle delle numerose confraternite presenti nella nostra città. Le responsabilità sullo stato della necropoli cittadina non sono solo dell’amministrazione comunale attuale, ma anche di quelle che l’hanno preceduta; questo non è un buon motivo per sentirsene in parte assolti, perché è pur vero che il sindaco Bottaro è al secondo mandato: la verità è che non si è voluta imporre la dovuta solerzia per risolvere il grave problema.

La previsione dell’ampliamento del cimitero e i primi conseguenti atti amministrativi per la sua attuazione risalgono al 1997, ma dopo 24 anni i tranesi non hanno ancora visto l’apposizione della classica prima pietra che ne avvia i lavori. Nel novembre 2010 il
project financing per la realizzazione e la gestione del cimitero fu aggiudicato ad un raggruppamento temporaneo di imprese, ma dopo undici anni siamo ancora, è proprio il caso di dire, al babbo morto! L’inadeguatezza della struttura, anche in relazione alla fisiologica crescita dei residenti in città, e il degrado nascono in tempi ormai remoti per la decisione mai modificata presa dagli amministratori di privilegiare le numerose confraternite esistenti in città ed anche i gentilizi privati per la costruzione e la gestione “sine die” delle cappelle cimiteriali, riservando una superficie notevolmente più piccola alla gestione diretta del “Municipio”, ivi compreso il campo delle fosse. Sarebbe stata utile maggiore sensibilità da parte degli amministratori e dirigenti comunali per comprendere le situazioni nelle quali vengono a trovarsi le famiglie colpite da lutti nel momento in cui si pone il problema “sepoltura” del congiunto senza che abbiano preventivato per tempo la soluzione di un avvenimento ineludibile.

La gestione del cimitero deve essere fatta dal Pubblico, dando disdetta con congruo preavviso a tutte le confraternite che vi operano, per calmierare i costi dei loculi e porre freno ai vincoli di accesso a quelli che si rendono disponibili in seguito alle inumazioni. Compete ad altri entrare nel merito della destinazione delle risorse finanziarie che la riassegnazione onerosa dei loculi, i costi imposti per le lampade votive e quant’altro procurano alle confraternite: se ai pirotecnici a conclusione delle sagre dei santi titolari delle chiese o come prevede il Codice di diritto canonico all'esercizio di opere di carità, di penitenza e di catechesi e all’incremento del culto pubblico.

Il degrado è sotto gli occhi di tutti, come anche i disagi e le carenze di varia natura dell’attuale struttura, senza tacere della sofferenza di chi in particolari condizioni di spirito si trova a dover affrontare l’inadeguatezza del cimitero e i costi derivanti da una gestione dei loculi per larga parte privatistica ad opera delle confraternite; i cittadini di Trani vorrebbero vedere avviato a rapida soluzione un problema non più rinviabile e vedere la necropoli della città dotata di spazi per lo svolgimento del Commiato laico dai defunti, multireligiosa e ammodernata per ridare dignità al culto dei morti.

Antonio Carrabba

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