La leggenda narra che 925 anni fa, sotto le arcate della chiesa oggi denominata Ognissanti, Boemondo d'Altavilla fece giurare i crociati che partirono da Trani per una delle prime missioni in Tessa santa.
Ebbene fino a questa domenica, 5 settembre, proprio a Trani ed a pochi passi da lì, si svolge il «convento» internazionale di uno dei più importanti ordini crociati del mondo, l'Ordo Supremus Militaris Templari Herosolymitani, di Parigi, di cui è responsabile a livello nazionale l'avvocato Vittorio Spaccapietra, di Trani.
«Innanzitutto siamo qui, come da impegno preso da circa tre anni - spiega -, nell'ambito di quelle che sono le riunioni annuali fra nazioni e per festeggiare un gruppo italiano molto vivo e molto efficace soprattutto in Puglia, che è stata una delle sette regioni internazionali Templari nella storia».
È proprio in Puglia dunque, in una Trani scelta non casualmente, sono convenuti oltre 110 ospiti Templari provenienti da Italia, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Scandinavia, Spagna, Svezia, Svizzera e Ungheria.
Al vertice di tutti loro, presente per l'occasione, il Gran Maestro Gerard Edmond Louis Willery e, con lui, i Gran priorati di ciascuna delle nazioni citate ed il cappellano nazionale, con funzioni a Roma, monsignor Gino Di Ciocco.
«Las nostra organizzazione ha rappresentanze davvero in tutto il mondo - ha detto Spaccapietra - e, se non ci fosse stata la pandemia, a Trani sarebbero giunti anche da Stati Uniti, Canada e America latina. Ogni primo weekend di settembre c'è il meeting internazionale e quest'anno si tiene proprio a Trani grazie alla benevolenza del Gran Maestro», ha detto Spaccapietra, «ma anche per merito della caparbia determinazione dello stesso avvocato tranese», hanno riconosciuto gli altri convenuti.
«Noi siamo qui per annunciare e rafforzare il nostro credo templare - ha detto Spaccapietra -, ma anche, e soprattutto, fare partire da Trani un forte appello al dialogo fra le tre principali religioni monoteiste».
E non solo di dialogo, ma anche di "coraggio", ha parlato monsignor Di Ciocco, «perché è proprio quello che spinse i Templari ad andare in Terrasanta ed oggi è quello che manca: l'uomo, dinanzi alle difficoltà, fa un passo indietro piuttosto che in avanti, nonostante i grandi strumenti che il progresso ci mette a disposizione. E allora, oggi, dobbiamo ritrovare il coraggio di professare la nostra fede», ha concluso il religioso.
Il Gran Maestro ha sottolineato «la bellezza della città che ci sta raccogliendo» e richiamato «il valore di Trani nella storia dei Templari, proprio in quanto città da cui i crociati si muovevano per Gerusalemme».
Da lui, e dagli altri convenuti, sono giunte anche parole di massima riconoscenza per il sostegno offerto loro dal Comune di Trani, presente sia con il vice sindaco Fabrizio Ferrante (a causa della perdurante convalescenza del primo cittadino, Amedeo Bottaro), sia con la responsabile della biblioteca comunale, Daniela Pellegrino, che ha donato alcune opere ai partecipanti al convegno internazionale.
Il ponte fra l'organizzazione e la municipalità si concretizzerà nella giornata odierna con la firma di un trattato di amicizia fra l'ente e il sodalizio, che farà seguito ad una visita alla cattedrale di Trani e precederà la cerimonia religiosa di investitura di undici cavalieri.
Ieri vi è stata la presentazione della manifestazione all'Hotel Regia, con relativa conferenza stampa seguita dalla veglia d'armi per gli undici postulanti da investire oggi. Domani il programma si concluderà con la riunione esecutiva dei Gran Priori nazionali e del Gran Maestro, presieduta dall'Italia in quanto paese ospitante.
A Trani si arrivava per mare e le absidi accoglievano le barche prima con le absidi della cattedrale, poi con quelle di Ognissanti. Di queste colpiscono le sculture aggettanti, simbolo di Cristo risorto che scardina le porte degli inferi e vince il male.
E allora Trani, dopo questo convegno templare internazionale, diventi anche la città in cui professare il «coraggio dell'accoglienza».





