Dal 9 agosto al 4 settembre, partendo dai Pirenei francesi per arrivare al santuario di Compostela noto in tutto il mondo.
Il cammino di Santiago di don Raffaele Sarno, cappellano del carcere di Trani, si è concluso da poche ore dopo che il sacerdote è giunto a Plaza Obradoiro, progressivamente affollata di gente che, come lui, ha compiuto lo stesso percorso macinando 730 chilometri.
Ventisei le tappe servite al sacerdote tranese per completare il lungo tragitto a piedi, con altrettante soste in ostelli, dormitori ed altri luoghi utili ritemprare il corpo e l'anima prima di ripartire.
Don Raffaele, durante il suo cammino, ha fotografato e documentato ogni cosa sul suo profilo Facebook, rendendo gli utenti partecipi del suo percorso ed in qualche modo facendo loro avvertire il valore della fatica, attenuata dalla fede.
La scelta di camminare fino a Santiago era nata dopo la decisione dell'arcivescovo, monsignor Leonardo D'Ascenzo, di affidare ad altri, dopo almeno vent'anni, la responsabilità della Caritas diocesana, accorpando in don Raffaele la cappellania delle case di reclusione maschile e femminile.
Una decisione che lo aveva quanto meno spiazzato, motivando ulteriormente la determinazione di mettersi in cammino.
Peraltro non si tratta dell'unico sacerdote tranese in marcia. Infatti, sulle tracce di don Raffaele c'è don Alessandro Farano, altro religioso molto legato ai cammini: questa volta, però, non verso Santiago di Compostela, dove è già stato, ma alla tomba di San Francesco. Il suo percorso è ancora in pieno svolgimento.
