«Siamo di fronte ad un fatto di una gravità inaudita. Il segnale che un’arma da fuoco possa entrare in un carcere ed essere usata da un detenuto è qualcosa per cui servono provvedimenti severi immediati: si rendono doverose le dimissioni del direttore del carcere, del comandante e del provveditore».
Così la senatrice Angela Anna Bruna Piarulli, del Movimento 5 stelle, componente della Commissione giustizia del Senato, unitamente ai colleghi dello stesso organismo -, in merito all'aggressione a Frosinone, da parte di un recluso, di un agente di Polizia penitenziaria e tre detenuti utilizzando un'arma da fuoco introdotta in carcere attraverso un drone.
«Prendiamo atto della recente istituzione da parte della ministra Cartabia di una commissione per la innovazione del sistema penitenziario - premette la parlamentare -, ma sia accompagnata subito da misure urgenti di contenimento delle criticità».
Fra le necessità più pressanti, «la velocizzazione delle procedure di reclutamento dei nuovi direttori in corso, una più razionale redistribuzione della dirigenza di Polizia penitenziaria e la revisione degli organici».
Con riferimento a quest'ultimo aspetto, «bisogna ripensare i meccanismi di mobilità ordinaria oggi in vigore - pone in rilievo Piarulli -, per effetto dei quali negli istituti del centro-sud, che insistono sui territori più a rischio, l’età anagrafica del personale di Polizia è molto più elevata di quello impegnato al Nord: si proceda all'assegnazione diretta delle nuove leve anche al centro-Sud».
Infine, le condizioni strutturali dei plessi: «La fatiscenza di alcune strutture è un ostacolo per la sicurezza ed il presidio del personale di Polizia, che in molti istituti non è adeguato. Occorre quindi una rinnovata attenzione governativa per le risorse di cui ha bisogno la complessa macchina penitenziaria».
