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Ampliamento del cimitero di Trani, presentate due osservazioni. Branà (M5s): «Dubbi sul progetto e sul destino del vecchio camposanto»

  • «La delibera di adozione della variante deve essere annullata in autotutela e non riportata in consiglio comunale per la sua approvazione. Infatti, l’intero impianto progettuale deve essere rivisto».

    Così il consigliere comunale del Movimento cinque stelle, Vito Branà, presentando le sue osservazioni alla delibera con cui il consiglio comunale, lo scorso 23 giugno 2021, ha approvato il progetto definitivo, adottato la variante ai fini urbanistici dichiarato la pubblica utilità ai sensi di legge del project financing per l'ampliamento del civico cimitero.

    Lo scorso 2 settembre è scaduto il termine di quindici giorni per presentare osservazioni al provvedimento ed il portavoce pentastellato ha trasmesso al dirigente dell'Area urbanistica, Francesco Gianferrini, ed al segretario generale, Angelo Lazzaro, un articolato documento contenente numerose eccezioni al provvedimento da approvare definitivamente.

    Si ha notizia di un'osservazione presentata anche da Giuseppe De Simone, ma non se ne possiede il contenuto. Veniamo, allora, a quella di Branà.

    La premessa di fondo fa riferimento alla delibera con cui, il 17 gennaio 2018, il consiglio comunale adottò la variante urbanistica per ridefinizione delle destinazioni d’uso delle aree espropriate ai sensi della legge regionale numero 20 del 2001, «ma in questo caso non si tratta di un Piano urbanistico esecutivo - osserva Branà - e la variante comporta modifiche al perimetro. Dunque, il riferimento normativo era errato».

    Peraltro, «Se la procedura nel 2018 fu errata, tutti gli atti da essa derivanti sono nulli. E la delibera del 2018 va annullata e non modificata, né integrata, perché si sta avviando diversa procedura in contrasto con la prima».

    Più nel merito dell'opera pubblica, «pur trattandosi di dichiarazione di pubblica utilità - fa notare il consigliere comunale -, non è affatto necessario l’esproprio per la realizzazione della condotta interrata per lo scarico delle acque a mare. La condotta interrata può essere realizzata semplicemente costituendo una servitù di passaggio a carico dei fondi attraversati, che non possono impedirne la realizzazione. E perché non si è proceduto all’esproprio per viabilità e parcheggi escludendo la condotta interrata per la quale è sufficiente la servitù di passaggio?».

    Passando ai servizi, «la Suprema Corte di Cassazione, con sentenza del 10 maggio 2017, ha chiarito che la fornitura e posa in opera di arredi votivi e funerari costituiscono attività di natura commerciale ed imprenditoriale che non rientrano fra quelle riservate alla pubblica amministrazione e sono incompatibili con la gestione dei servizi cimiteriali istituzionali. Ebbene, nella convenzione tali servizi sono stati erroneamente attribuiti in via esclusiva alla ditta affidataria del servizio cimiteriale, in violazione dei principi in materia di libera concorrenza».

    Al cimitero c'è carenza di loculi un po' ovunque, ma «nel progetto manca un analitico studio dell’andamento demografico - osserva Branà -. L’indagine va necessariamente condotta sulla base del numero di decessi dell’ultimo decennio e non del solo ultimo anno, come hanno fatto in questo caso i progettisti. Lo studio dell’andamento demografico non è rispondente al regolamento di polizia mortuaria del 2017. Peraltro, senza una ricognizione preventiva dello stato dell’arte dell’attuale piano regolatore (loculi, cappelle e terreni liberi o che potrebbero essere liberati e riorganizzazione degli stessi) il piano potrebbe essere sovradimensionato. Il progetto punta molto sull’ampliamento, ma è fondamentale anche ai fini della riduzione del consumo del suolo e della sostenibilità ambientale, prevedere una riorganizzazione degli spazi presenti nel cimitero monumentale, compresi i colonnati che possono essere subito prolungati. Inoltre, tutti gli impianti esistenti devono essere ammodernati, resi a norma ed efficientati: non si possono creare differenziazioni di trattamento tra cimitero esistente e cimitero da ampliare».

    Capitolo verde pubblico nel camposanto comunale: «È necessario incrementare massicciamente il verde secondo percentuali minime di alberature - scrive Branà -. Diversamente, si tratterebbe solo di incremento di cemento. Nel cimitero monumentale è necessario, e nell’ampliamento auspicabile, che il progetto del verde venga redatto da architetti paesaggisti con referenze e specializzazione».

    Branà dà atto del fatto che «nel capitolato di gestione predisposto dal proponente si prevede la manutenzione ordinaria di eventuali opere memorabili e strutture funerarie contenenti resti mortali e salme di uomini illustri. In realtà queste dovrebbero essere prima censite e, allo stato attuale, molte di esse necessitano di interventi di manutenzione straordinaria, ma anche consolidamento statico e restauro. Senza contare il fatto che diverse versino in stato di totale abbandono. Chi si deve occupare di questa tipologia di lavori? Il cimitero monumentale è un museo a cielo aperto, meritevole di essere tutelato. Spesso invece ci si imbatte in monumenti e cappelle fatiscenti, pericolanti, coperti da vegetazione invasiva che ne occulta il fascino e ne mina la staticità. Il project financing non garantisce la tutela del patrimonio storico-architettonico e artistico presente nel cimitero monumentale: ciò che oggi è abbandonato, tale resterà».

    Sulla stessa falsariga di tale censura, il consigliere ritiene «ingiustificato, oltre che insostenibile sotto il profilo ambientale ed economico, completare tutto l’ampliamento del cimitero entro 30 mesi. Bisogna rivedere completamente il cronoprogramma, puntando in primis al completamento e riorganizzazione del cimitero esistente. Va rivista anche la tempistica della realizzazione del verde. Al verde deve essere data la possibilità di attecchire e crescere subito, affinché quello che si realizzerà si possa chiamare “parco”».

    Ed ancora, con riferimento alla sostenibilità ambientale e alla riduzione dell’impatto visivo, «è preferibile prevedere la realizzazione di giardini pensili con verde a bassa manutenzione. Inoltre, si chiede di realizzare le strutture utilizzando cemento fotocatalitico, in grado non solo di abbattere gli inquinanti presenti nell’aria, ma anche di dare vita a manufatti con superficie più brillante, pulita e con qualità estetica che duri nel tempo. E sarà opportuno aumentare ulteriormente la permeabilità dei suoli, attraverso idonee pavimentazioni».

    Non mancano presunte criticità in merito al rapporto del cimitero da ampliare con la circolazione in entrata e uscita: «Poco è stato pensato per ridurre il traffico all’esterno del cimitero. Si deve pensare alla mobilità sostenibile da e verso la città e favorirla, prevedendo rastrelliere per le biciclette o, meglio ancora, parcheggi per bici custoditi e corse degli autobus ad hoc. Non di meno, è stata prevista la videosorveglianza solo per la parte da ampliare, ed invece va prevista sin d’ora per tutto il cimitero.

    Quanto alle alternative alla seportura, «il progetto non è al passo con i tempi in termini di soluzioni innovative (cremazioni, giardino per lo spargimento delle ceneri e piantumazione di alberi dove si prevede la dispersione delle ceneri, cellette ipogee per la tumulazione di resti e ceneri, sicuramente meno impattanti). Il progetto non prevede neanche che il cimitero sia aperto ad altre religioni.

    Infine, Vito Branà esprime «dubbi sui costi a carico dei cittadini: la ditta che gestirà il cimitero dovrà guadagnare e i costi per i cittadini lieviteranno».

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