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Trani, i "no green pass" contro Radio Bombo e i giornalisti: "Domande stupide e servi del sistema"

L'essenza del giornalismo è fare domande. Se si organizza una manifestazione, ed un giornalista la segue, la prima domanda che fa all’organizzatore della manifestazione è il motivo per cui è stata organizzata.

Siamo all’Abc di un mestiere che tutti credono di conoscere. E probabilmente, proprio perché in Italia abbiamo 60 milioni di commissari tecnici e 60 milioni di giornalisti, quello del giornalista è un mestiere che ciascuno è convinto di insegnare ai giornalisti.

Succede così che questa sera, in piazza della Repubblica, la nostra collega Marika Scoccimarro, nonostante fosse in giornata libera, si rechi sul posto per seguire la manifestazione promossa dai «no green pass», cerchi e trovi l'organizzatore della stessa e gli chieda per prima cosa il motivo di quella iniziativa.

L'intervista procede e si conclude con la massima serenità ma poi, durante la manifestazione, un partecipante prende la parola e accusa pubblicamente la giornalista di Radio Bombo di avere fatto una domanda stupida: «È come se si andasse da un clochard riverso per terra e gli si chieda come si senta», dice il no green pass al microfono.

Da lì un attacco al mondo dell'informazione, presunto reo di non fare inchieste ed essere asservito al potere, e l’insulto ai giornalisti che non sanno fare il proprio mestiere e diventano «giornalai».

Un insulto doppio, perché i giornalai sono delle persone per bene che svolgono un lavoro rispettabilissimo e non meritano di essere insultati per cause indipendenti dalla loro volontà.

Radio Bombo avrebbe chiesto ai no green pass perché si fossero recati alla stazione ferroviaria qualche settimana fa, quando era stata indetta un'altra manifestazione in occasione dell'istituzione dell’obbligo del green pass sui luoghi di lavoro. Quella domanda, però, resto nelle intenzioni perché alla stazione ferroviaria non ci andò nessuno.

Ma siamo stati fin troppo rispettosi della manifestazione di questa sera e non abbiamo riavvolto il nastro chiedendo ai partecipanti perché quel pomeriggio, in piazza XX Settembre, nonostante lo stesso tamtam mediatico, non si fosse presentato alcuno.

I no green pass hanno manifestato per la difesa della Costituzione, dimenticando forse che il giornalismo è esso stesso un pilastro costituzionale perché garantisce l'informazione dei cittadini nella maniera più equilibrata possibile, dando voce a tutti così che il cittadino possa farsi un'idea compiuta dei fatti narrati.

Chi attacca i giornalisti, spesso anche usando la violenza fisica oltre quella verbale, ritiene di poter bypassare il giornalismo con un'informazione fai da te molto pericolosa.

I social stanno diventando una rischiosa sponda proprio per questa categoria di persone ma il giornalismo, per fortuna, finché ci sarà, ad esse non si piegherà mai e continuerà la sua missione di filtro da cui sgorghino notizie potabili.

Ringraziamo nel frattempo Tranilive per la solidarietà mostrata descrivendo per prima, anche prima di noi, quello che è accaduto in piazza della Repubblica in una serata in cui il sacrosanto diritto di manifestare si è trasformato in attacco contro chi ha voluto semplicemente raccontarlo.

Grazie anche a Traniviva, che nella cronaca della manifestazione riporta l'accaduto e ne prende fermamente le distanze.


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