Tanta gente sul sagrato della chiesa, intorno ad un falò particolarmente imponente grazie alla combustione di 70 bancali donati da due aziende.
Il fuoco della vigilia di Santa Lucia, organizzato dalla parrocchia San Magno, è stato però utile anche per animare il quartiere e, soprattutto, raccogliere l'adesione entusiasta di tanti cittadini, arrivati anche da tutte le altre parti di Trani.
Infatti, la parrocchia San Magno sembra sempre più perfettamente integrata non soltanto in un quartiere della città che è quello dello stadio, ma anche nell'intero territorio comunale grazie alla disponibilità di locali, come la sala teatro, sempre più e meglio condivisi con la città.
«Stiamo cercando di mettere a disposizione tutti i nostri spazi al servizio della collettività – dice il parroco, don Dino Cimadomo -, perché ritengo che la parrocchia non può essere solo ripiegato su se stessa, ma deve avere quella capacità di saper guardare oltre e mettere a disposizione le proprie strutture per i bisogni degli altri. È una bella testimonianza di comunione e di fraternità».
Alla domanda se il 2022 sarà l'anno del campetto, al posto dell’ex rudere di via Di Vittorio, don Dino risponde con un lapidario: «A Dio piacendo si».
L'augurio che alla città per le feste «è che questo Natale sia un Natale di speranza, dove ciò che è essenziale è più importante del superfluo. Auguri di vero cuore alla città di Trani».





