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Discarica e impianto di percolato: i dubbi di un gruppo di cittadini

L'AMIU (l’azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti del Comune di Trani) ha da tempo presentato un progetto per la realizzazione di un impianto per il trattamento del percolato (liquame prodotto dalla decomposizione dei rifiuti) e di una stazione di trasferenza (sito nel quale trasbordare i rifiuti da mezzi più piccoli a mezzi più grandi) all’interno del sito della discarica comunale di Trani. Al momento i progetti sono in fase di valutazione da parte dei vari Enti coinvolti che dovranno esporre i propri pareri e questo ci ha spinto, come è diritto riconosciuto anche ai semplici cittadini, a presentare delle osservazioni presso gli organi competenti nel tentativo di tutelare gli interessi della collettività che non è stata assolutamente coinvolta nei processi decisionali.

Ci si è chiesti prima di tutto come sia possibile pensare di realizzare qualsiasi tipo di impianto in un sito che, a detta della stessa Regione Puglia, è tuttora inquinato e per il quale sono ancora in corso le attività di monitoraggio e messa in sicurezza; si
ricorderà infatti che nel settembre 2014 la discarica fu sequestrata dai Carabinieri del NOE per la dispersione nella falda acquifera di notevoli quantitativi di percolato a causa della rottura della guaina di protezione. Da allora non vengono più conferiti rifiuti e per legge si dovrà procedere alla bonifica e definitiva chiusura. Al momento però ancora nessuno può quantificare l’entità del danno riscontrato nel 2014 e le conseguenze che questo ha avuto sull’ambiente, nè mai ci si è preoccupati di procedere ad un’analisi dell’impatto sanitario, cioè non ci si è mai preoccupati delle conseguenze che può aver avuto sulla salute delle popolazioni. Risulta quindi molto grave che il Comune di Trani sin da quando nel 2018 si è cominciato a prospettare la possibilità di realizzare questi impianti a Trani non abbia mai considerato il fatto che si tratta di un sito inquinato nel quale non si potrebbe realizzare niente fino all’avvenuta bonifica.

Entrando nello specifico degli impianti trattati, notiamo che quello per il trattamento del percolato risulta idoneo a trattare una grande quantità di liquame ed è l’unico in fase di approvazione in tutta la Regione. Ci siamo chiesti quindi come mai si sia pensato di realizzare qui questo impianto visto che la nostra discarica è ufficialmente in fase di chiusura e se già ora, per fortuna, produce pochi quantitativi di percolato, ne produrrà ancora meno una volta coperta e messa definitivamente in sicurezza. Non sarebbe più conveniente da un punto di vista ambientale ed economico, ubicare questo impianto nei pressi di una discarica che la Regione ritiene debba rimanere ancora aperta a lungo e quindi continuare a produrre ancora per molto tempo grossi quantitativi di percolato? Sarebbe come aprire una pompa di benzina su una strada che sta per essere chiusa e costringere gli automobilisti a fare lunghi percorsi per raggiungerla.

A Trani, una volta completata la bonifica, si potranno realizzare altri progetti relativi alla chiusura virtuosa del ciclo dei rifiuti che la Regione Puglia intende realizzare. Abbiamo anche espresso dubbi anche sulla reale utilità e convenienza per la prevista stazione di trasferenza dal momento che non vengono per niente presentati dati che dimostrino l’effettiva necessità di portare i rifiuti da altri comuni in un unico punto per poi farli ripartire verso le destinazioni finali. Il motivo che ci hanno spinto ad analizzare i progetti e a produrre le nostre osservazioni non è stato certo uno sterile campanilismo che ci porta a dire “fatelo dove volete ma non a casa mia” ma la convinzione che decisioni così importanti debbano essere prese in un’ottica di programmazione generale tenendo presente le necessità dei singoli territori e delle popolazioni che li abitano e soprattutto che la tanto osannata partecipazione dei cittadini ai processi decisionali non sia solo uno slogan ma una realtà concreta che finora non si è vista. La bonifica definitiva della discarica è un diritto della nostra città e non la si può dare per conclusa perché si ha premura di fare altro. Non sappiamo se queste osservazioni saranno oggetto di interesse da parte della Regione, oramai siamo alla fase finale dell’iter autorizzativo, ed erano l’ultimissima occasione che i cittadini avevano per esprimere un’opinione; sappiamo però che almeno sono servite a rompere il silenzio che c’è sempre stato su questi temi, ad informare i cittadini su una questione così seria e speriamo che la discussione venga portata anche nelle sedi istituzionali come sarebbe dovuto succedere molto tempo fa.

Francesco Bartucci, Antonio Carrabba, Maria Grazia Cinquepalmi, Maria Teresa De Vito, Piero Ferreri, Rita Reggio, Nicola Ulisse


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