Palazzo Beltrani sorge nel centro storico della città, nella omonima via, e presenta una bella facciata, con la parte superiore intonacata e adornata con fregi alle finestre e quella basamentale con ricorsi bugnati in pietra.
Prima del restauro, l'edificio si presentava in condizioni assai precarie per il lungo periodo di abbandono e, quindi, di assoluta assenza di manutenzione. Nel 1986 il Comune di Trani, proprietario dell'immobile, dispose un intervento di consolidamento per la salvaguardia delle strutture esistenti.
I lavori iniziarono proprio quell'anno e, attraverso due fasi successive, si conclusero nel 1990. Il progetto di consolidamento e restauro di Palazzo Beltrani fu firmato dall'architetto Mauro Civita e dall'ingegner Rachele Minutillo, la direzione dei lavori fu affidata agli stessi due professionisti, con il compianto ingegner Pietro De Feo che subentrò al collega Civita, nel frattempo venuto a mancare.
Il palazzo deve il suo nome alla famiglia Beltrani, che ne acquisì il possesso nel 1643 dai precedenti proprietari, i Passapepe, originari della regione veronese. La struttura appare definita, pressoché nelle sue forme attuali, nel catasto storico di Trani redatto nel 1897.
A Giovanni Beltrani è oggi intitolata una delle vie che delimita l'edificio, mentre lo storico Giuseppe Beltrani fu autore, nel 1873, di uno studio sugli ordinamenti marittimi della città.
«Questo sarà il palazzo delle arti di Trani - dichiarò il sindaco dell'epoca, Giuseppe Tarantini, che il 30 dicembre 2009 lo inaugurò ufficialmente -, un museo a carattere polifunzionale inteso nella più moderna accezione di centro propositivo di cultura, laboratorio operativo di idee e progettualità, superando l’idea obsoleta di museo come serbatoio chiuso e destinato unicamente a custodire la memoria».

