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C'è posta per Trani, la facciata della chiesa di santa Maria di Colonna

Continua il week end con la rubrica “C’è posta per Trani”, un suggestivo viaggio formato cartolina, fra i panorami e le immagini storiche della Trani di un tempo tratte dallo straordinario libro, unico nel suo genere, di Rino Mennea: “La Bella Époque - Le Cartoline dal 1898 al 1920” [Editrice Il Giornale di Trani, 2020].

La cartolina di oggi, in piccolo formato, a parte della editore barone Nicola Bianchi e ritrae parte della facciata della Chiesa di Santa Maria di Colonna.

Qualche curiosità. Una prima curiosità riguarda la storia della Chiesa e del Monastero che è collegata ai monaci benedettini, che abitarono la struttura fino al 1427, ed ai frati francescani che vi rimasero per oltre quattro secoli fino al 1867 anno in cui, a causa della confisca dei beni ecclesiastici, la proprietà passò al Comune che lo utilizzò nel tempo come lazzaretto per i malati di colera, come caserma militare e piazza d’armi, come cimitero provvisorio, come residenza per bagnanti ed infine come casa di colonia per i figli di famiglie povere.

Una ulteriore curiosità invece riguarda l’assenza sulla facciata della chiesa, lo avrete notato nella foto-cartolina, del bellissimo rosone centrale traforato che invece ora è parte della architettura della chiesa. Si deve sapere che detto manufatto artistico in pietra di locale è parte di un altro edificio di culto andato distrutto, Madonna della Cappella, che si trovava alle spalle del Cimitero all’altezza dell’ex macello comunale: a questa chiesa, andata perduta, era annesso un piccolo monastero gestito dai monaci Celestini che fu utilizzato come lazzaretto durante la grande peste del 1656-1657.

Un finale curioso e pirotecnico ce lo regala uno dei due episodi storici ai quali sono legati la Chiesa ed l’attiguo Monastero: il primo risale al 1480, noto a molti, e riguarda il sacrilegio della effige lignea del SS. Crocifisso da parte dei Turchi, il secondo è meno conosciuto e riguarda Santo Stefano Papa e la translazione del suo corpo che dopo il martirio del 257 fu prima sepolto nelle catacombe di San Callisto per poi ritrovarsi a Trani a motivo, dice la tradizione popolare, di un fortuito naufragio dove il reliquiario fu raccolto dai benedettini per poi essere preso in custodia dai francescani lo custodirono fino al 1682 quando si trovarono a subire una decisione di cedere le ossa del Santo alla Città di Pisa.

Questo secondo episodio merita di essere brevemente approfondito. “Tutto cominciò il 21 novembre dell’anno prima quando in occasione dei solenni festeggiamenti di Sant’Ilarione, invitato dai francescani, presenziò alla celebrazione il Conte d’Elci Governatore Regio di Bisceglie. I Frati Francescani, per meglio onorarlo, pensarono di fargli visitare i sacri tesori fra cui i resti di S. Stefano, posti sotto l’altare maggiore e tutti i documenti attestanti la autenticità delle reliquie. Peccato che il Conte d’Elci fosse toscano e fosse molto legato in amicizia al Granduca di Toscana Cosimo III a cui non parve vero, da Gran Maestro dell’Ordine di Santo Stefano qual era, la possibilità di recuperare le reliquie. Le trattative non furono facili, contrari i Francescani e contrario fu soprattutto il popolo che non voleva privarsi dei favori celestiali del Santo a cui erano molto devoti.

Seguì un tempo di atti di corruzione fra i nobili e ritorsioni contro chi si opponeva, di laute elemosine verso la chiesa locale ed congrue elargizioni verso la comunità francescana, 2.000 scudi furono donati per il restauro del Monastero che era stato saccheggiato anni prima dai Turchi di Dulcigno (1667); il popolo, in ristrettezze economiche, infine fu convinto ed i tranesi poveri ebbero pane e denaro con alcuni detenuti “per debiti” furono liberati. Alla fine nel luglio del 1682, scortato da molti militi, il sacro deposito prese la via della Toscana” [Fonte: Il Monastero di Colonna in Trani nella storia e nella tradizione, Felice Spaccucci e Giuseppe Curci, Ed. Laurenziana Napoli, 1980].

Questa e tante altre rare cartoline, con notizie e curiosità storiche, sono inserite nei due libri di Rino Mennea “La Bella Époque - Le Cartoline dal 1898 al 1920” [2020] e “Il periodo interbellico - Le Cartoline dal 1921 al 1944” [2021]; ambedue, Editrice Il Giornale di Trani, sono acquistabili fino ad esaurimento scorte presso le edicole e librerie di Trani al prezzo promozionale di € 20,00.


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