Uno sportello pedagogico gratuito per tutti coloro che vogliano intraprendere un percorso di cura. È stato inaugurato giovedì scorso nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie a Trani e accoglierà giovani, adulti e anziani con fragilità. Il pedagogista Gianni d’Elia ci spiega i motivi che lo hanno portato a questa scelta.
«Questa iniziativa - spiega - nasce dalla volontà di colmare un vuoto istituzionale: stiamo imparando a convivere con il virus che ci ha dettato nuove regole di comportamento nelle nostre vite, però è importante che questa esperienza non venga letta solo in chiave sanitaria, economica e politica, ma come persone abbiamo esigenze che devono essere prese in carico. Vogliamo offrire supporto alle fragilità che si sono create e che hanno messo in discussione i nostri progetti di vita: in alcuni casi è semplice, in altri c’è bisogno di accompagnare le persone per tirar fuori quello che hanno dentro. Lo sportello sarà uno spazio di ascolto per accompagnare i cittadini nel loro percorso di formazione».
Tra coloro che stanno soffrendo maggiormente questo periodo pandemico ci sono i bambini e i ragazzi: «Penserei alla responsabilità che abbiamo noi adulti nei loro confronti - dice il pedagogista -. L’autorità garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ci ha raccontato che bambini e ragazzi sono stati considerati come oggetti, come persone che potevano trasmettere il virus. Solo verso la primavera/estate ci sono stati i primi bandi di supporto all'adolescenze e all'infanzia. Ora è tempo di agire e offrire occasioni progettuali per supportare le loro necessità relazionali. Come comunità dobbiamo aiutare i ragazzi a far capire che la paura non ci deve bloccare, ma deve permetterci di comprendere la situazione e individuare le risorse. Queste fratture che si sono create non possono essere curate dal tempo, perché rischiamo che alcune di queste vadano a rafforzarsi in una direzione che non è la più opportuna».
«Dobbiamo diffondere la possibilità di poter accedere allo sportello - conclude Gianni d’Elia -. Al momento siamo in una fase iniziale: chiunque sentisse di voler approfondire queste tematiche, dalle 17.30 può rivolgersi don Gaetano e don Vincenzo che accoglieranno chi ne avrà bisogno. Successivamente provvederemo a capire come strutturare gli incontri».
