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«Il mistero del progetto di riqualificazione della costa nord»: i dubbi di Vito Branà

Il 23 febbraio scorso la giunta comunale ha approvato l’atto di indirizzo per l’avvio della procedura espropriativa delle aree di proprietà privata delle ex distillerie Angelini, approvando contestualmente il progetto di fattibilità tecnico economica denominato “nuovo parco urbano attrezzato villa comunale della costa Nord” predisposto dalla Finepro.

Leggendo il testo della delibera emerge che è stato revocato il protocollo d’intesa sottoscritto con la ditta Guastamacchia che prevedeva la cessione gratuita delle aree ex Angelini e la realizzazione di edifici per civili abitazioni a seguito di approvazione di variante urbanistica da zona Edilizia Giudiziaria a zona B. Ma quel progetto di fattibilità non era stato inserito all’interno del progetto di riqualificazione che ha partecipato e poi vinto il Bando Pinqua?

L’amministrazione oggi fa un passo indietro, annulla precedenti delibere di Giunta, rinuncia alla variante urbanistica e procede all’esproprio dell’area privata, lasciando la destinazione urbanistica “edilizia Giudiziaria” e rimodulando il progetto presentato al Bando con altro Progetto di “Fattibilità tecnica ed economica per l’intervento “Nuovo Parco Urbano attrezzato Villa Comunale della costa nord – area da espropriare” trasmesso dalla Finepro con nota acquisita al protocollo del Comune in data 14.01.2022 al n. 2141, il cui contenuto è a noi ignoto.

Rinunciare ad un protocollo d’intesa sottoscritto con un privato in cambio della realizzazione di immobili privati è cosa positiva, è giusto cambiare idea quando ci si accorge che la proposta di variante urbanistica così come richiesta da privati può provocare qualche mal di pancia in consiglio comunale, ma perché far passare tutto in sordina? Perché non rendere pubbliche queste tavole progettuali per far conoscere alla città i non meglio precisati ulteriori servizi previsti dai progettisti su quelle aree che oggi diventano oggetto di esproprio? Perché tanto mistero? Ma soprattutto com’è possibile che non vi sia più necessità di ritipizzare il suolo di proprietà delle aree ex distillerie Angelini oggi ricadente in zona Eg/1 ed Eg/2? La delibera non indica per quale motivo non ci sia più necessità di avviare la procedura di approvazione della variante.

Non ci dimentichiamo che la variante urbanistica per l’ampliamento di palazzo Carcano fu adottata proprio perché le aree da destinare ad uffici giudiziari non erano più reperibili alle spalle del Castello perché in procinto di diventare altro (prima un parcheggio da destinare agli uffici giudiziari e poi in parte residenze private).

Si renda pubblico il progetto rimodulato affinché siano chiare le intenzioni dell’amministrazione.

Vito Branà, consigliere comunale

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