Nel corso dell'incontro della scorsa settimana, il Movimento Federalista Europeo ha provato a rispondere a due domande. La prima è: l'Europa è democratica?
Per rispondere a questo interrogativo sono stati individuati i tratti fondamentali dei sistemi democratici nelle elezioni libere, nella separazione dei poteri, nell'autonomia dei giudici, nel primato del diritto, e nelle libertà civili. L'appartenenza all'Europa in genere assicura il primato del diritto e le libertà civili dal momento che l'adesione è espressamente vincolata al rispetto di tali criteri.
Per verificare invece la rappresentatività delle istituzioni europee e il rispetto del principio di divisione dei poteri si è resa necessaria una breve disamina delle istituzioni UE. È emerso che l'attività legislativa è devoluta di regola a due assemblee. Una, il Parlamento, eletta a suffragio diretto universale e l'altra, il Consiglio, “di secondo livello” nella quale sono rappresentati gli Stati. Le funzioni di governo sono esercitate da una Commissione che necessita della approvazione da parte del Parlamento. La Corte di Giustizia Europea invece svolge la funzione di assicurare la uniforme applicazione del diritto in Europa. Da tale disamina è emerso che certamente le istituzioni europee sono rappresentative e che i poteri esercitati sono separati.
La seconda domanda è: l'Europa è uno Stato? La risposta a tale secondo interrogativo è invece negativa, atteso che in numerose materie fondamentali come la difesa, la politica estera, le politiche sociali e le politiche economiche, l'Unione decide con il c.d.
metodo intergovernativo e con l'unanimità di tutti gli Stati.
In definitiva si può affermare che il problema attuale dell'Europa non sia la mancanza di democrazia, ma l'impossibilità di intervenire su tutti i problemi sui quali normalmente interviene uno Stato.
