Diffide ad adempiere ai sensi di legge, per pagamenti quasi sempre già avvenuti, stanno giungendo con posta raccomandata a casa di molti utenti domestici di Amat Spa.
Si tratta di solleciti di pagamento e preavvisi di sospensione o riduzione della potenza di fornitura di energia elettrica e relativa risoluzione del contratto di fornitura.
Motivo della raccomandata: alla data dell'invio non risultano registrati uno o più pagamenti di bollette di energia elettrica.
Pertanto, l'azienda di piazza Plebiscito si vede costretta a intimare i destinatari delle comunicazioni a provvedere, entro e non oltre 20 giorni solari dalla data di emissione della comunicazione, a regolarizzare la propria posizione con il versamento da effettuarsi - peraltro senza interessi di mora - presso gli sportelli del lungomare Chiarelli, oppure tramite versamento su conto corrente postale o bonifico bancario in favore di Amet.
Previsto anche un indennizzo automatico di 20 euro nel caso in cui la fornitura sia stata sospesa per morosità, o sia stata effettuata una riduzione di potenza non rispettando i tempi di pagamento.
Secondo il consigliere comunale del Movimento 5 stelle, Vito Branà, «sono davvero tanti i cittadini raggiunti da tale raccomandata. Sicuramente - spiega - c'è un problema a monte relativo al software aziendale, che non aggiorna puntualmente i pagamenti già avvenuti. E questo è un problema già rilevato dal sottoscritto in consiglio comunale».
Branà consiglia a chi abbia ricevuto questa comunicazione, ma ha la quietanza di pagamento, «di non preoccuparsi assolutamente e non fare nulla poiché è già tutto a posto. Tuttavia cercherò di interfacciarmi con l'amministrazione dell'Amet - conclude - per capire cosa sia realmente accaduto».
