Nei prossimi giorni, quando le tv pubbliche e private spegneranno gli impianti della cosiddetta «Banda 700», gli operatori della telefonia mobile potranno attivare su quella gli impianti 5g già pronti ma congelati, proprio nell'attesa di questo passaggio tecnologico.
A Trani, dunque, il nuovo sistema di navigazione, decisamente più performante rispetto all'attuale 4g, prenderà subito piede con buona pace di chi ha sempre combattuto battaglie contro il passaggio al 5g, considerato presuntivamente nocivo per la salute.
Peraltro, in prospettiva di questo nuovo scenario, la società Inwit, che ha di fatto ereditato Telecom Italia, ha presentato al Comune di Trani il nuovo Piano annuale di installazione degli impianti, prevedendone tre completamente nuovi e che saranno installati nei seguenti luoghi: nei pressi della caserma dell'Esercito, in via Sant'Annibale Maria di Francia; in un non meglio precisato sito nella periferia sud di Trani, denominato «Trani sud 2»; nella centralissima via Bebio.
Contestualmente Inwit elenca gli impianti già esistenti, presenti nei seguenti siti: Palazzo di città; zona cattedrale; contrada San Crispino; piazza Libertà; Trani nord; zona industriale, nei pressi della rete ferroviaria; quartiere Sant'Angelo, Trani sud; Masseria Ciardi; Trani marmi; tratto fra Trani e Bisceglie lungo la sede ferroviaria; via Malcangi.
In molti di questi casi gli impianti non sono impattanti e si trovano su facciate di palazzi, custoditi in scatole forse anche poco visibili perché adeguatamente camuffate. Altri, invece, sono montati su tralicci già esistenti.
Le stazioni radio base nella città sono numerose. Il Piano delle valorizzazioni immobiliari, recentemente approvato dal consiglio comunale, ne documenta ben dieci, ciascuna delle quali frutta a Palazzo di città 14.000 euro di fitti attivi, per un totale di 140.000 annuali, che rappresentano il 40 per cento dei 353.000 euro complessivi di canoni di locazione che il Comune percepisce dai suoi affittuari.
Ciononostante, appare ormai superato il regolamento comunale delle installazioni degli impianti radio base, che disponeva che si potessero innalzare antenne soltanto in siti comunali.
Con gli anni, infatti, tale previsione è stata superata da sentenze della giustizia amministrativa che hanno equiparato le stazioni radio base ad infrastrutture essenziali come luce, acqua e gas.
Così i piani di installazione hanno previsto sempre maggiori impianti su siti privati, ma questo non significa che siano altrettanto impattanti e potenzialmente pericolosi come le antenne, che sempre hanno destato sconcerto e dissenso nella popolazione.
Invero, più impianti di basso wattaggio sorgono, minore appare il rischio che irradino onde elettromagnetiche nocive. Pertanto, l'estensione sul territorio di piccole stazioni radio base potrebbe essere salutata favorevolmente, almeno secondo quanto giudicano gli esperti in maniera: si fornisce un servizio sempre più richiesto riducendo il rischio che noccia alla salute.
La Inwit, nel suo piano di installazione, comunica le coordinate geografiche di progetto del centro dell'area di ricerca per le nuove installazioni, nonché la localizzazione degli impianti esistenti sia di sua proprietà, sia su cui è ospite.
Complessivamente, dunque, la società presenta 16 impianti che vanno in parte a sommarsi ed in parte a sovrapporsi alle 10 stazioni radio base già censite nel Piano delle valorizzazioni. Quelle esistenti e che producono fitti attivi, con i relativi operatori, sono le seguenti: via Falcone, Wind, Vodafone, Telecom; via Andria nei pressi del carcere, iliad, Vodafone, Wind; via Finanzieri, iliad, Vodafone, Wind; Palazzo di città, Galata, Inwit; contrada San Crispino, Inwit.


