La Seconda sezione della Corte di Appello di Bari, in riforma della sentenza emanata il 10 maggio 2021 dal Tribunale di Trani, appellata dal pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia presso il Tribunale di Bari (per due capi) e dall'imputato (per gli altri due), ha assolto Romano Patrizio Lomolino dai reati a lui ascritti perché il fatto non sussiste.
Il giudice di secondo grado ha così revocato la misura cautelare in atto nei confronti di Lomolino e ne ho ordinato l'immediata scarcerazione, se non detenuto per altra causa, fissando entro 90 giorni il termine per il deposito delle motivazioni. Lomolino era difeso dagli avvocati Valentina De Santis e Mario Malcangi.
Il loro assistito è tuttora in carcere per le due ordinanze nei suoi confronti emanate lo scorso luglio con le operazioni Medusa e L'immortale. Nel frattempo, sebbene condannato a 30 anni in primo grado per l'omicidio Gomez, sarebbe dovuto essere ai domiciliari nell'attesa dell'appello, tuttora pendente.
Lomolino era stato condannato in primo grado a 3 anni e 6 mesi per tentata estorsione nei confronti di un parente dell'ex boss Salvatore Annacondia, dal quale avrebbe tentato di farsi dare 3.000 euro: l'estorsione non riuscì perché la vittima si era rifiutata di pagare, ma gli fu anche contestata l'aggravante mafiosa poiché aveva tentato di commettere il reato giovandosi della fama criminale propria e dei suoi familiari.
Inoltre, secondo la prospettazione accusatoria, Lomolino aveva tentato di estorcere soldi anche ad un imprenditore di onoranze funebri che si era occupato del funerale del cognato ed al quale non aveva pagato un manifesto commemorativo.
Lomolino in primo grado fu assolto per la seconda estorsione, ma condannato per la prima e gli fu riconosciuto il metodo mafioso e la violazione della sorveglianza speciale.
Il Pubblico ministero della Dda aveva impugnato le assoluzioni, ma la Corte di Appello non solo ha rigettato la richiesta del sostituto, ma ha anche accolto il ricorso dei legali per l'assoluzione di Lomolino dagli altri capi d'accusa perché il fatto non sussiste, e dunque con la formula piena.
