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Messa «In coena Domini», l'arcivescovo di Trani lava i piedi agli ospiti di «Controvento»

  • «Lavarci i piedi significa metterci a servizio, prenderci cura ciascuno dell’altro. Questa è la verità della vita, che noi siamo chiamati a testimoniare nella nostra esperienza. Se siamo capaci di spendere la nostra vita per l’altro, lì è la pienezza. Mettersi in ginocchio dinanzi all’altro significa farsi grandi, perché significa riconoscerlo come fratello».

    Così l'arcivescovo di Trani, mons. Leonardo D'Ascenzo, nel corso della messa «In coena Domini» officiata questa sera presso la comunità terapeutica residenziale Controvento, che attualmente ospita 18 persone con patologie, alla presenza degli ospiti e degli operatori, del Prefetto della Bat Maurizio Valiante e di Gianpietro Losapio, presidente di Oasi2, ente gestore della struttura.

    Obiettivo, manifestare anche in questa occasione, attraverso la sua presenza, la vicinanza della comunità diocesana agli ultimi.

    In tale circostanza, però, il valore simbolico dell'iniziativa del presule è andato oltre il già significativo gesto solidale, perché Controvento si trova nel capannone di via Curatoio confiscato dallo Stato alla criminalità organizzata, e segnatamente all'ex boss Salvatore Annacondia.