Nei giorni scorsi il Liceo “F. De Sanctis” ha avuto il piacere di accogliere una rappresentanza del comando provinciale dei carabinieri di Barletta-Andria-Trani, grazie al solerte impegno della prof.ssa Anna Maria Tortosa.
Il capitano Pasqualino Trotta e il maresciallo Alessandro Salvino si sono recati presso la ex sede LUM e anche nella sede centrale del Liceo per parlare ai ragazzi delle classi quinte, che si trovano in un periodo della loro vita fatto di scelte e preoccupazioni per il mondo degli adulti al quale si stanno affacciando.
Il capitano ha illustrato, con grande orgoglio, la storia bicentenaria dell’Arma dei Carabinieri, nata durante il periodo della Restaurazione, con l’intento di difendere l’ordine nel Regno dei Savoia e, a partire dal 1861, nell’intero Regno d’Italia.
Dopo aver riflettuto sulle storie eroiche di carabinieri, che pur di difendere il Paese sono stati coinvolti in pagine buie della storia contemporanea come la strage di Nassiriya, ai ragazzi sono state illustrate le diverse occupazioni dell’Arma, che spaziano dal concorso alla difesa del Paese, alla partecipazione alle missioni di mantenimento e ripristino della pace e della sicurezza internazionali, alle funzioni di polizia militare e alla sicurezza di tutte le sedi diplomatiche e consolari italiane all’estero.
Oltre ad essere una Forza armata, l’Arma dei Carabinieri è anche una Forza di polizia e si occupa, pertanto, di attività a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, impegnandosi anche nella lotta al crimine, al fianco della Magistratura e delle altre Forze di polizia.
Ai ragazzi sono stati presentati i gradi presenti all’interno dell’Arma, le modalità e le diverse tipologie di concorsi con cui accedervi, con l’obiettivo di fornire loro tutti gli strumenti per intraprendere una scelta consapevole alla fine del percorso liceale.
Ciò che è apparso lapalissiano è che il Capitano Trotta, Comandante della Compagnia Carabinieri di Trani ed il Maresciallo Salvino, addetto alla Stazione Carabinieri di Trani vivessero il compito attribuito loro dallo Stato con profonda dedizione: l’amore per la divisa fa sì che ambedue questi servitori dello Stato percepiscano il proprio compito quotidiano come ciò che Weber definiva con il termine tedesco “beruf”, il quale, con una duplice valenza semantica, indica sia la professione che la vocazione.
Tale vocazione è stata dimostrata anche nell’impegno con cui i due rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri si sono curati dei ragazzi, formandoli a quel culto per la legalità che anima il loro stesso operato.
Partendo da una breve definizione del termine “legalità”, ottenuta grazie all’intelligente processo “maieutico” attuato dal Capitano Trotta con i ragazzi, con il Maresciallo Salvino si è arrivati a toccare tematiche fortemente attuali, legate alla violenza di genere ed agli stupefacenti.
Dati Istat alla mano, il 31% delle donne tra i 16 ed i 70 anni hanno subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale; nel 2020, con il “lockdown”, la coabitazione coatta ha portato ad un aumento di dieci punti percentuali del tasso di femminicidi in relazione al numero complessivo di omicidi avvenuti nella stessa annualità.
Nel suddetto anno, in cui l’economia italiana -non sommersa- viveva una dissanguante “paralisi”, le mafie triplicavano il profitto derivante dallo spaccio di stupefacenti.
Dati incontrovertibili che dimostrano quanto sia necessario l’operato delle Forze dell’Ordine, soprattutto in quel “dietro le quinte” che forma, a livello valoriale, i cittadini del futuro.
Le studentesse Giulia Campanale e Margherita Martino







