Pasqua 2022, iniziata con la celebrazione della messa «In coena Domini» presso la comunità tearapeutica residenziale Controvento è finita ieri, lunedì «dell'Angelo», in un altro luogo particolarmente significativo che è la casa di reclusione femminile di piazza Plebiscito: qui ha celebrato, ieri mattina, la santa messa davanti alle 40, attuali detenute.
Si moltiplicano così i luoghi sensibili, in cui ci sono gli ultimi, ai quali l'arcivescovo, Mons. Leonardo D'Ascenzo, attraverso la sua persona porta la presenza della comunità: «Come chiesa dobbiamo sentirci famiglia - spiega il presule - e dunque non c'è nessuna situazione nessuna realtà umana che possa essere considerata al di fuori di questa comunità ecclesiale. Alcune situazioni non possono convergere o muoversi per partecipare alle celebrazioni ordinarie che avvengono nelle nostre chiese, per cui mi è sembrato normale, ed è stato anzi un forte desiderio da parte mia, condividere la Pasqua di Risurrezione anche con con queste donne».
Intanto, sempre ieri, 700 ragazzi della Diocesi hanno incontrare a Roma il Santo Padre: al di là del vederlo da vicino, con quale messaggio torneranno a casas? «Intanto abbiamo registrato tanto entusiasmo - sottolinea il vescovo -, perché ad un certo punto abbiamo dovuto chiudere le iscrizioni, altrimenti sarebbero stati molti di più e la nostra organizzazione si sarebbe poi trovata in seria difficoltà. E c'è tanto entusiasmo anche nel loro cuore, perché certamente l'incontro con Papa Francesco e con tantissimi altri giovani, provenienti da tutta Italia, darà loro delle motivazioni di accoglienza, rispetto, condivisione, desiderio di camminare insieme in questo tempo dove c'è proprio una carenza di pace».
