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Trani, tanta gente e speranze per il nuovo parco di via Tufare. Le foto dell'apertura

  • «Quando un'amministrazione consegna un'opera pubblica di queste dimensioni alla città sicuramente è un momento di gioia che noi ci auguriamo possa durare nel tempo. E questo potrà avvenire solamente se i cittadini se ne prenderanno cura».

    Così il sindaco, Amedeo Bottaro, l'assessore ai lavori pubblici, Fabrizio Ferrante, ed il presidente del consiglkio comunale, Giacomo Marinaro, presentando davanti a tanta gente (compresi alunni di scuole e scout) il parco di via delle Tufare, aperto oggi dopo averne passate di tutti i colori.

    Infatti i lavori, iniziati nel 2019, erano giunti ad un apparente punto di non ritorno a causa dell'interdittiva antimafia a carico della prima impresa esecutrice: il parco da lì a poco sarebbe caduto in un clamoroso degrado rischiando di diventare un'altra delle tante incompiute della città.

    Questo sabato si è aperto ufficialmente quello che è il terzo parco dell'amministrazione Bottaro, dopo quelli di via Polonia e via Grecia, ed aspettando quello a breve distanza di via Andria, già ultimato ma in attesa del bando per gestirne i servizi.

    È stata l'azienda De Grecis, di Bitonto, ad effettuare i lavori di completamento dell'area parco di via delle Tufare, sospesi dopo la risoluzione del contratto con l'impresa esecutrice dell'appalto, il Consorzio stabile Ebg di Bologna, risultato compromesso per infiltrazioni mafiose. I lavori furono aggiudicati per poco meno di 730.000 euro su un importo a base d'asta di 790.000.

    Il dirigente dell'Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri, aveva così provveduto ad attribuire l'incarico di completare l'opera alla ditta seconda classificata nell'atto di aggiudicazione del 9 luglio 2019 (il cui punteggio era stato 88,77, a fronte del 96,96 della prima classificata), effettuando contestualmente lo stato di consistenza dei lavori.

    Grazie a quel cambio in corsa si sono poste le premesse per riprendere l'intervento in quell'area che effettivamente, a causa della pandemia e dello stop definitivo dei lavori causa risoluzione del contratto, aveva subendo l'aggressione dei vandali ed era caduta in uno stato di profondo degrado.

    Il parco di via delle Tufare, che faceva parte di quelli del contratto di quartiere Sant'Angelo e poi è stato finanziato con il bando statale «Centrare le periferie», è stato progettato dall'architetto Michele Sgobba e contiene: un’area a verde attrezzato; una barriera verde parallela al percorso del fascio ferroviario; spazi per il parcheggio.

    L’area di intervento si estende per circa 11.900 metri quadrati complessivi, dei quali 8.975 per il parco nella porzione più ad est, e 2.495 per un’area a parcheggio in quella ad ovest, oltre 430 per l’ampliamento di via Giacchetti.

    Gli interventi principali sono stati i seguenti: realizzazione di un’ampia area verde dotata di manto erboso ed essenze autoctone a bassa manutenzione, alternando le alberature con le specie arbustive, cespugliose e tappezzanti; predisposizione di aree arredate per la socializzazione; dotazione di elementi di arredo urbano quali sedute, cestini porta rifiuti e pergolati; realizzazione di un'area a parcheggio pavimentata con masselli erbosi per 71 auto; completamento del sistema di marciapiedi, in continuità con quelli esistenti; realizzazione di un sistema di videosorveglianza e di un impianto di irrigazione.

    La composizione planimetrica dell’area verde contiene un’articolazione in percorsi principali e percorsi secondari di collegamento. Le percorrenze principali pavimentate connettono spazialmente le quattro estremità del parco, ovvero l’ingresso da via delle Tufare con quello nord-est in adiacenza all’area a parcheggio (direzione est-ovest), e quello dal lato nord lungo via Giacchetti verso il lato sud dove esiste la possibilità di accedere all’area passando dal parcheggio pertinenziale di alcune palazzine residenziali.

    «Queste opere - dice il sindaco, Amedeo Bottaro -, si aggiungono a quelle sulla costa urbana e stanno cambiando significativamente il volto di una periferia che resta tale solo sulla carta. Sopratutto se si considera che sono interventi che si integrano alla perfezione con alcuni dei più importanti progetti già finanziati dal Pnrr».

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