«Con il parco di via delle Tufare si compie un passo avanti verso una città più verde, ma siamo ancora lontani dal raggiungimento degli standard urbanistici di metri quadrati di verde pubblico per abitante».
Così Claudio Di Cugno, presidente del circolo di Trani di Legambiente, commentando l'inaugurazione della nuova area pubblica e dando atto all' amministrazione «di avere avviato un nuovo percorso verso una città più sostenibile che, negli ultimi decenni, ha visto solo l’intensificarsi della cementificazione del territorio con la paradossale realizzazione di “palazzoni” sulla maggior parte dei suoli previsti come zone verdi e bianche dal vecchio Prg».
Ciononostante, Legambiente esprime «rammarico per il fatto che spesso si sia sprecato denaro pubblico per appalti e progettazioni superficiali e approssimative, come accaduto in via delle Tufare e nella ex pinetina di via Andria. Constatiamo, inoltre - prosegue Di Cugno -, che il parco presenta enormi superfici a prato inglese che, a fronte di una innegabile bellezza, richiedono un considerevole onere di manutenzione e irrigazione, stante il clima delle nostre zone. A tale scopo, sperando che questo verde pubblico, così come quello relativo agli altri parchi e alle piazze della città, non venga irrigato con acqua potabile proveniente dalle condotte di Acquedotto pugliese - il che costituirebbe un grande spreco di acqua, risorsa fondamentale soprattutto nei nostri territori che soffrono la siccità -, invitiamo l’amministrazione ad utilizzare quanto prima le acque ottenute dall’impianto di trasformazione dei reflui del depuratore comunale a fini irrigui».
Infine l'appello ad adottare il Regolamento del verde pubblico e privato, «diventato ormai impellente per sottrarre al “libero arbitrio” e al caos l’attuale situazione in cui, soprattutto i privati, piantano ed espiantano a proprio piacimento alberi e cespugli, senza alcun criterio di pianificazione e scelta delle corrette specie da porre a dimora».
