Sabato sera al circolo del cinema Dino Risi di Trani è stato presentato in anteprima esclusiva lo spettacolo "Morte e resurrezione di Carmelo. Un'autobiografia non autorizzata di Carmelo Bene", ideato da Cosimo Damiano Damato e con la partecipazione straordinaria di Erica Mou.
Non solo canto o recitazione, come si potrebbe essere spinti a pensare dato il background dei due artisti, ma performance art: la voce ritmica e incalzante di Damato associata alla delicatezza della voce di Erica Mou, che si conferma un'abilissima polistrumentista, hanno creato un'atmosfera mistica. Damato interpreta il grande poeta, Mou è invece una figura misteriosa.
Carmelo Bene è morto da vent'anni, eppure è ancora in uno strano limbo. Attorno al lui soltanto il vuoto, poi una donna vestita di nero con un velo scuro che le copre il volto si avvicina cantando un motivo messicano. È la morte. Per un'ora Carmelo Bene, il Maestro che non voleva diventare un Maestro, l'uomo del sud dell'Italia e della Terra guarda la morte: è insistente, vuole essere ascoltato -ancora- e guardato dalla Morte, ma "la morte non lo vuole". Lo lascia lì, in uno spazio di mezzo che non è passato e che non ha futuro, l'unico spazio in cui "Carmelo Bene non è mai esistito". La biografia non autorizzata (che invece è stata favorevolmente accolta dagli eredi di Bene) ripercorre la vita di chi non si può allontanare dal mondo dei vivi perché ha lasciato troppe tracce dietro di sé.
Damato, dialogando con il pubblico dopo lo spettacolo, racconta la genesi di questo esperimento performativo ancora in fieri e dichiara di aver pensato ad un "immaginario ritorno di Carmelo Bene". L'atmosfera è profetica oltre che densa di simbolismo, poi i suoni sovrapposti tramite loop station dalla cantautrice fanno eco ai tormenti dell'artista, invadono e contagiano lo spazio, riempiono il vuoto.
I grandi continuano a vivere, continuano ad essere in ogni luogo esso siano: questo il messaggio che lo spettacolo diffonde.
Il circolo Dino Risi si conferma un polo culturale da cui transitano pregevoli artisti: la speranza è che la cittadinanza possa cogliere opportunità di tale rilevanza.





