Ottanta pale eoliche marine da 600 megawatt al largo della Puglia da Barletta a Bari, spalmate su un’estensione acquea di oltre 4 milioni di metri quadrati.
Il progetto è in programma da tempo, ma oggi probabilmente viene accelerato da una guerra che ha già convinto gli stati a dotarsi di impianti di produzione autonoma di energia, per dipendere il meno possibile da una Russia che si vuole isolare soprattutto economicamente tagliando i ponti con le sue forniture.
Ed allora, ecco che anche da noi riprende consistenza il procedimento di autorizzazione unica per la realizzazione e l'esercizio di un impianto off-shore di produzione di energia mediante lo sfruttamento del vento nel Mare Adriatico meridionale, ai sensi di legge.
Obiettivo, l'ottenimento di una concessione demaniale marittima per la durata di 30 anni, nel rispetto del Codice della navigazione, per l'occupazione degli specchi acquei e zone del demanio marittimo interessati dalla realizzazione dell'impianto.
La zona demaniale marittima interessata dal progetto si trova nel tratto di mare di competenza delle Capitanerie di porto di Bari, Molfetta e Barletta, ed è antistante i comuni di Bari, Giovinazzo, Molfetta, Bisceglie, Trani e Barletta
L’impianto eolico offshore, composto da 80 aerogeneratori, è proposto dalla società Hope, di Bari, la cui prima istanza risale al 6 dicembre 2021, quando fu trasmessa segnatamente alla Direzione generale per la vigilanza sulle autorità di sistema portuale, trasporto marittimo e per vie d'acqua interne del competente Ministero delle infrastrutture e mobilità sostenibili, e da quest'ultima alla Capitaneria di porto di Bari il 7 marzo 2022.
Le zone interessate e relative estensioni sono le seguenti: specchio acqueo oltre il limite delle acque territoriali, 3.881.300 metri quadrati; specchio acqueo entro il limite delle acque territoriali: 144.844 metri quadrati; zona demaniale marittima a terra, 105 metri quadrati.
I generatori eolici previsti sono di tipo galleggiante, per una potenza complessiva di 600 Megawatt, da realizzarsi oltre 12 miglia nautiche dalla costa. Saranno installati su torri tubolari in acciaio e le relative fondazioni flottanti suddivise in 16 sotto campi.
Le linee elettriche si snoderanno attraverso un cavo sottomarino di collegamento tra gli aerogeneratori e le stazioni elettriche di raccolta e trasformazione off-shore, con tutti i dispositivi di trasformazione di tensione e sezionamento necessari.
Previste, inoltre, due stazioni elettriche off-shore con tutte le apparecchiature elettriche (interruttori, sezionatori ed altro) necessari a raccogliere l'energia prodotta nei sotto campi eolici, elevandone la tensione da 66 a 400 kilowatt.
Nel progetto figurano due elettrodotti di connessione in Hvac, uno per ciascuna stazione elettrica, caratterizzati da un primo tratto in cavo marino ed un secondo tratto di cavidotto interrato: servirà a collegare l'impianto eolico ad un impianto di produzione d'idrogeno ed alla Rete di trasmissione nazionale.
I cittadini interessati hanno potuto presentare osservazioni entro lo scorso 25 aprile, a tutela dei loro eventuali diritti attinenti gli usi pubblici del mare, dal traffico alla navigazione, dalla pesca al diporto.
