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C'è posta per Trani, il gioiello del 1755: palazzo Palumbo

Continua il week end con la rubrica “C’è posta per Trani”, suggestivo viaggio fra i panorami e le immagini storiche della Trani di un tempo, tra gli edifici storici con la seconda fotografia che ritrae l’elegante Palazzo Palumbo edificato nel 1755 testimonia la prosperità economica di Trani nella seconda metà del secolo, un gioiello architettonico dell’epoca.

Qualche curiosità. Palazzo Palumbo fu costruito su un suolo acquistato dall’imprenditore Geronimo Palumbo, con concessione ad edificare sul porto rilasciata per la prima volta ad un privato il 01 ottobre 1742; l’autorizzazione venne data dal Municipio a seguito di una domanda di un certo Don Domenico Save. Nelle intenzioni del committente l’edificio doveva rappresentare la potenza di una ricca dinastia ed il rango assunto dalla famiglia Palumbo nonostante il rifiuto della nobiltà locale ad accoglierne l’istanza di appartenenza ai propri seggi, Trani al tempo registrava delle selettive categorie sociali alle quali ognuno apparteneva (i Palumbo erano per tradizione giuristi ed avvocati).

L’aspetto monumentale viene esaltato dal fatto che la costruzione è isolata e non è addossata ad alcun altro fabbricato e si affaccia, bellissimo, su Piazza Quercia, su Piazza Plebiscito, su Via Statuti Marittimi con l’ingresso principale e su Via San Giorgio per l’accesso delle carrozze ed ai magazzini per le granaglie. Uno dei locali su Via San Giorgio fu destinato a cappella privata dedicata alla Beata Vergine dell’Assunta, viene aperta al pubblico in occasione della festa il 15 agosto, ed è curioso come al primo piano dell’edificio, in una intercapedine ricavata nello spigolo del fabbricato, alloggia una piccola campana che richiama all’adunanza i fedeli. Palazzo Palumbo fu antesignano delle architetture moderne, per la sua fama e bellezza, oltre che ad essere ritrovo e salotto culturale dei personaggi più in vista della città, ospitò illustri visitatori: Ferdinando IV re di Napoli nel 1797, il re Giuseppe Bonaparte nel 1807 ed il re Gioacchino Murat nel 1813. Nella foto le stupende decorazioni sulla volta delle scale realizzate nel 1765 dall’architetto Thomas Fontana.

Il palazzo ha avuto diversi proprietari e inquilini rimanendo solo per un tempo breve di proprietà della famiglia Palumbo che lo costruì, infatti Geronimo Palumbo morendo lasciò due figlie e non ebbe alcuna discendenza maschile. Nel 1872 la nobile Famiglia Quercia di origine spagnola, insieme alla famiglia Brunetti, lo acquistò mutandone la denominazione in Palazzo Quercia.

Questa e tante altre rare immagini, con notizie e curiosità storiche, sono tratte da due straordinari libri di Rino Mennea, edite da “Il Giornale di Trani”, davvero unici nel suo genere, acquistabili, fino ad esaurimento scorte, presso le edicole e librerie di Trani al prezzo promozionale di € 20,00: “La Bella Époque, Le Cartoline dal 1898 al 1920” [Trani, 2020]; “Il periodo interbellico, Le Cartoline dal 1921 al 1944” [Trani, 2021].


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