“C’è posta per Trani” ritorna con le suggestive immagini selezionate dagli straordinari libri, unici nel suo genere, di Rino Mennea, che non contengono solo cartoline di periodo, ma tracciano la storia di Trani anche attraverso la storia di splendide architetture urbanistiche. Questo week end lungo sarà dedicato a tre edifici che passeggiando per Trani avrete ammirato magari ignorandone la storia e qualche curiosità. La prima immagine riguarda un autentico gioiello: Palazzo Valenzano edificato nel 1762 e ritratto in questa cartolina spedita da Trani a Pecetto di Valenza (Alessandria) il 24 giugno 1916.
Qualche curiosità. Nella cartolina il campanile del Duomo si erge nella prospettiva di due edifici drammaticamente importanti nella storia di Trani alla fine del ‘700: sono i palazzi Filisio e Valenzano, dove fu consumata la strage di 14 detenuti la sera del 25 marzo 1799 quando una squadra di feroci assassini guidata da Gennaro Filisio, irruppe nelle celle, dove erano incatenati i prigionieri ed a sangue freddo li colpì con asce, coltelli e sciabole con lo scopo di impossessarsi dei loro averi, denaro e preziosi. I cadaveri poi furono buttati nelle acque del porto, da cui il mattino dopo i becchini li tirarono a riva per seppellirli nella Chiesa di San Vito lì dove ora c’è la Chiesa di San Domenico.
Palazzo Valenzano si eleva ai margini della Piazza Sacra Regia Udienza nel rione che un tempo era denominato Caccianferno, uno strano toponimo che alcuni attribuiscono al cognome di una famiglia tranese estinta ed altri ad un aneddoto per la sorpresa fatta ad un commerciante. Costui dovendo comprare grano, fu condotto dal venditore Antonacci in un suo magazzino situato nella zona; l’acquirente però vide sconsolato il deposito vuoto, ma l’Antonacci, manovrando una botola sotto la volta, fece cadere tanto di quel grano che il mercante meravigliato ebbe ad esclamare: “Questo è un caccianferno!!”.
Ritornando al palazzo possiamo scrivere di Andrea Valenzano, che fu uno dei più intraprendenti e ricchi telaioli di Rutigliano, che fece costruire questo gioiello nel 1762, un edificio che come gran parte di analoghe strutture del ‘700 ha mura perimetrali in pietra e di tufo al primo piano; ha un magnifico ingresso barocco che si erge a fronte Palazzo Filisio, a est della Cattedrale, affacciandosi a nord su una grande piazza che prende il nome di Piazza Sacra Regia Udienza, atteso che questo stesso palazzo ne fu sede dal 1773. L’edifico fu anche sede del Carcere Criminale fino al 1812 e successivamente, con decreto del Re Ferdinando II, fu sede dell’Archivio del Tribunale e della Camera Notarile. Oggi Palazzo Valenzano è tornato al centro di aspre polemiche a motivo della presenza dell’Archivio di Stato che con molta probabilità, come sezione, dovrebbe essere trasferito a Barletta fra non poche discussioni tanto che è stato costituito financhè un comitato cittadino per salvaguardarne la presenza, ma questa è un’altra storia di natura più politica che storica.
Questa e tante altre rare immagini, con notizie e curiosità storiche, sono tratte da due straordinari libri di Rino Mennea, edite da “Il Giornale di Trani”, davvero unici nel suo genere acquistabili, fino ad esaurimento scorte, presso le edicole e librerie di Trani al prezzo promozionale di € 20,00: “La Bella Époque, Le Cartoline dal 1898 al 1920” [Trani, 2020]; “Il periodo interbellico, Le Cartoline dal 1921 al 1944” [Trani, 2021];
