Grazie alla legge cosiddetta «salva suicidi» un ex imprenditore di Trani uscirà dal sovraindebitamento in cui era precipitato pagando il 10% della somma di cui era debitore, vale a dire 100.000 euro anziché 1.000.000.
Lo ha disposto con decreto il Tribunale di Trani accogliendo la richiesta di liquidazione da parte dell’uomo, assistito dall’avvocato Floriana Baldino con la collaborazione della collega Monica Di Palma.
A causa di insormontabili difficoltà economiche Alberto (nome di fantasia) aveva dovuto abbandonare l’attività di cui era titolare, ma nel frattempo continuava a pagare il mutuo della casa che aveva acquistato, su cui gravava l’ipoteca della banca.
Assalito dai debiti, si era così rivolto alla giustizia per beneficiare degli strumenti di uscita dal sovraindebitamento.
Nel provvedimento adottato, il giudice riconosce la garanzia di uno stipendio di 1.500 euro, che nel frattempo l’uomo sta percependo in quanto dipendente di altra azienda, e dato atto del fatto che il suo mobile sarà venduto a garanzia del debito maturato, senza più farsi carico del mutuo, potrà godere, alla fine della procedura di liquidazione, della cancellazione dei crediti non soddisfatti dalla liquidazione, a patto che nei prossimi quattro anni non contragga colpevolmente altri debiti.
