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«Spiagge libere con servizi che sembrano essere veri e propri lidi privati»: tre associazioni chiedono maggiori garanzie

Anche quest'anno, con l'inizio della stagione estiva, iniziano a palesarsi malumori e segnalazioni sulla gestione delle cosiddette spiagge libere con servizi, che sembrano essere in realtà dei veri e propri lidi privati. Stare dietro alle leggi e alle ordinanze non è semplice, ma cerchiamo di dire la nostra in seguito ad alcune segnalazioni pervenuteci in questi giorni.

Le scelte amministrative fatte negli anni scorsi di destinare la spiagge migliori e più accessibili della nostra costa ai privati non è andata giù a tutti quei cittadini che di solito trascorrono poche ore al mare e che comunque non sono disposti o non sono nelle condizioni di poter pagare, anche cifre importanti, per fruire di quello che dovrebbe essere un bene comune. In questi mesi, grazie al ripascimento di alcuni tratti di costa, nonostante le difficoltà incontrate, le zone fruibili sono aumentate e di ciò ci compiacciamo, ma questo non può consentire di abbassare la guardia su un bene demaniale e quindi di tutti.

Nei giorni scorsi alcuni nostri concittadini ci hanno fatto notare come siano in corso dei lavori abbastanza invasivi sul tratto di costa del Lido Mongelli e come siano comparsi degli ombrelloni e lettini fuori dal perimetro di pertinenza del Lido Baia del Pescatore a Colonna, andando in tal modo a ridurre il già risicato spazio disponibile a titolo gratuito. Tra l'altro facciamo notare come quest'ultima sia una delle poche - con la San Marco, la seconda spiaggia e le Matinelle - ad essere sabbiosa e quindi facilmente accessibile e fruibile da bambini ed anziani.

Riteniamo legittimo che cittadini e associazioni chiedano maggiori garanzie sulla gestione di beni comuni e sui relativi diritti e doveri. Chiediamo dunque che le istituzioni verifichino il rispetto da parte dei gestori dei lidi di tutte le norme e delle condizioni prescritte negli atti di concessione, come in particolare l’obbligo di “non occupare il 60% dell’area in concessione e il relativo fronte mare con le proprie attrezzature e strutture lasciandolo così libero al transito e/o stazionamento da parte di chiunque”.

Chiediamo che, oltre ai cartelli a carico dei gestori previsti dall'ordinanza balneare, l'amministrazione installi dei segnali ben visibili dei limiti di spiaggia a fruizione pubblica e dei diritti e doveri dei gestori e dei cittadini. Chiediamo infine che fine abbia fatto il tanto atteso piano delle coste, visto che nel lontano maggio 2018 è stato affidato l’incarico della progettazione all’architetto Fuzio per un importo 38.000 euro (determinazione dirigenziale n. settoriale 66 n. generale 507 del 10/05/2018).

Si provveda a recuperarlo e aggiornarlo magari prendendo esempio da Lecce che, per predisporre un piano delle coste all’avanguardia, ha effettuato uno studio ricognitivo sullo stato degli arenili con l’intento di incrementare le spiagge libere con servizi, da arricchire con offerte sportive, ricreative e culturali, tutelando nel contempo il diritto dei cittadini al rispetto delle normative che favoriscono la libera fruizione della costa da parte di tutte e tutti.

Comitato Bene Comune Trani
Libera Trani
Legambiente Trani

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