Il diametro del tronco di uno degli alberi del boschetto della villa comunale si è pressoché dimezzato e la stabilità dell'arbusto appare fortemente a rischio. Le condizioni degli altri non sono meno rassicuranti e il denominatore comune è la scorticamento delle cortecce su tutti, nessuno escluso.
Lo avevamo già scritto un mese fa ed in passato, torniamo a porlo in rilievo adesso perché non siano in presenza di un sospetto, ma di una certezza: lo stato di quegli alberi è determinato non da una malattia degli stessi, ma dall'azione aggressiva di un cane di grossa taglia che viene addestrato ad addentarli dal padrone che lo conduce ogni giorno in villa comunale.
Questo fenomeno è stato ufficialmente segnalato all'amministrazione comunale dall'agronomo Giovanni Battista Guerra, nella sua relazione in occasione del censimento del verde pubblico, suggerendo immediati interventi a difesa del patrimonio verde del boschetto della villa.
Il primo intervento, però non dovrebbe essere riferito agli alberi, ma proprio all'autore di questi attentati all'ambiente: basterebbe che un organo di polizia giudiziaria lo attenda lì e lo colga in flagrante per chiudere la storia.
Tuttavia, come sempre più spesso avviene ultimamente in questa città, ed ancora di più in una villa comunale che ne appare una repubblica autonoma, ciascuno fa impunemente quello che crede.







