C'è una mano tranese sui destini di Pietro Pivotto, 27enne quattrocentista di Rodengo Saiano, in provincia di Brescia, convocato nella Nazionale azzurra della 4 x 400 in vista dei Campionati mondiali di atletica leggera che si terranno a Eugene, in Oregon, dal 15 al 24 luglio prossimi.
La kermesse è destinata a riproporre in quel palcoscenico gli atleti che tante gioie hanno regalato all'Italia alle Olimpiadi di Tokyo dell'anno scorso, su tutti Marcel Jacobs, Gianmarco Tamberi e la staffetta veloce 4 x 100.
Tuttavia, anche nella selezione azzurra del giro di pista l'Italia è pronta a fare la sua parte, e nel quartetto Pietro Pivotto potrà dire la sua grazie ai risultati recentemente conseguiti sotto la sapiente guida di Tonino Ferro, l'allenatore tranese che ha già forgiato numerosi campioni e campionesse dell'anello rosso, a cominciare da Veronica Inglese.
Con Ferro, che è allenatore nazionale specialista del Coni e della Fidal, nonché Quercia d'oro al merito sportivo, domenica scorsa Pivotto ha vinto la medaglia d'argento con la 4 x 400 ai Giochi del Mediterraneo svoltisi ad Orano, in Algeria. Da lì a poche ore la notizia della sua convocazione ai Mondiali.
«Lo scorso settembre Pietro mi disse: "Vorrei fare l'atletica che conta" - racconta Ferro -. Ed io gli risposi: "Ok, vediamo che si può fare". Il 46"24 sui 400 metri gli ha consentito di andare ai Giochi del Mediterraneo, dove ha corso la prima frazione della staffetta con Leonardi, Bianciardi e Raimondi. Lui è davvero forte - riconosce Ferro -, ma io spero di avere dato il mio piccolo contributo al raggiungimento di questo importante obiettivo».
Ennesima soddisfazione per Ferro, che continua a dare lustro alla sua città natale, Trani, che pure è totalmente sprovvista di un anello rosso e limita le strutture di atletica, si fa per dire, ad una sola pedana del salto con l'asta in adiacenza al palazzetto dello sport.
Ma la Puglia e la Bat erano nel destino del binomio Pivotto-Ferro: «Ci siamo incontrati su uno dei campi d'atletica più belli d'Italia, il mitico Stadio Gustavo Ventura di Bisceglie - racconta Ferro -, e mai sarò grato abbastanza alla città di Bisceglie per avermi dato la possibilità d'essere un allenatore affermato».



