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Trani, urge censimento della pubblica illuminazione: incarico di 11.000 euro ad un professionista

Un censimento dei pali della luce per fare... luce. Capita anche questo a Trani, città che viene da sempre qualificata come una delle più e meglio illuminate del Mezzogiorno e forse s'Italia, anche grazie al colore e calore delle lampade utilizzate nel centro storico, che esaltano con un effetto quasi teatrale quegli scenari incantevoli.

Ciononostante, l'impianto della pubblica illuminazione della città vive da sempre un rapporto, mai del tutto chiarito, fra il Comune e la sua ex municipalizzata, Amet, oggi partecipata. Il Comune paga realmente il giusto, o versa soldi ad Amet anche per impianti che non sono dell'azienda?

L'azienda di piazza Plebiscito, nel suo contatto di servizio con l'ente, non ha soltanto la distribuzione e vendita al mercato tutelato dell'energia elettrica, ma anche pubblica illuminazione, semaforizzazione e lampade votive cimiteriali, oltre il trasporto pubblico locale, la sosta a pagamento e i servizi ai diportisti presso la darsena comunale.

Sulla pubblica illuminazione, però, l'Area lavori pubblici vuole fare a tutti gli effetti «luce» ed il dirigente, Luigi Puzziferri, ha così affidato all'ingegner Alessandro Cafagna un incarico, per un importo di poco meno di 11.000 euro, per la mappatura esatta degli impianti. In altre parole un autentico censimento che, peraltro, dovrà tenere conto di una serie di premesse e paletti.

Preliminarmente, per l’esecuzione e gestione di illuminazione pubblica e monumentale ed impiantistica semaforica il Comune versa annualmente ad Amet 660.000 euro, e poi altri 50.000 per la manutenzione dell’impianto di videosorveglianza.

Allo stato, peraltro, «la quasi totalità dell’impianto di pubblica illuminazione del Comune di Trani è di proprietà di Amet - si legge nel provvedimento -, ad eccezione degli impianti realizzati successivamente al 1996 nelle aree assoggettate a piani urbanistici esecutivi di iniziativa privata e/o agli impianti realizzati dal Comune di Trani con finanziamenti comunali e/o regionali»

Di conseguenza - osserva il dirigente - l’importo corrisposto dal Comune nei confronti dell’Amet non è da riferire al costo del “servizio di manutenzione dell’impianto di pubblica illuminazione”, ma (per gran parte) all’utilizzo dell’impianto di pubblica illuminazione di proprietà di Amet, di cui la stessa Amet garantisce la gestione e manutenzione sia ordinaria che straordinaria, e solo in piccola parte alla gestione del “servizio di pubblica illuminazione” dell’impianto di proprietà comunale.»

Morale della favole, «non è ipotizzabile un affidamento a terzi della manutenzione di un impianto non di proprietà comunale» e quindi il Comune si sarebbe accorto di pagare ad Amet servizi su impianti ad essa estranei, quindi di avere pagato per 26 anni, dal 1996 ad oggi, più del dovuto alla sua azienda.

In conseguenza di ciò, «risulta necessario ed urgente procedere al censimento degli impianti di pubblica illuminazione esistenti sul territorio, concessi in proprietà alla società Amet Spa - conclude il dirigente -, anche per definirne il grado di efficienza energetica e sicurezza al fine di predisporre uno studio di fattibilità tecnica ed economica per la gestione e l’efficientamento. Analogo studio dovrà essere effettuato sulla porzione di impianti di proprietà del Comune».


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