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Trani, occuperebbe abusivamente alloggio non sicuro: ordinato lo sgombero

Starebbe occupando abusivamente un immobile degradato e non del tutto sicuro. Per questo motivo il dirigente dell'Area urbanistica, Francesco Gianferrini, ha ordinato lo sgombero dei locali per consentire alla proprietà il ripristino delle condizioni di sicurezza mediante la nomina di un tecnico abilitato.

Siamo in via Madonna delle Grazie, nella zona cosiddetta «della Cittadella», in un appartamento nel quale, già nell'ormai lontano ottobre 2011, era stato ordinato ai comproprietari degli immobili interessati l'esecuzione di lavori per la salvaguardia della pubblica e privata incolumità.

Due anni dopo, da quello stabile caddero calcinacci in strada e ne nacque un sopralluogo sia da parte di personale dell'Ufficio tecnico, sia da parte della Polizia locale, che chiese chiarimenti in merito alla prevista esecuzione dei lavori.

Dal 2013 si arriva direttamente ad oggi, e precisamente a marzo 2022, quando l'Area urbanistica chiede la verifica delle condizioni statiche del primo piano di quello stabile.

Il 9 maggio 2022, a sua volta, la Polizia locale consegna all'ufficio una richiesta del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Francesco Tosto, in cui si chiede, attraverso l'ausilio di personale tecnicamente qualificato dell'Ufficio tecnico, di verificare la sussistenza di problematiche strutturali.

L'ufficio ha così assegnato all'architetto Francesco Vitagliano, in qualità di tecnico istruttore della ripartizione, la verifica dello stato degli immobili, accertando che «non vi sono di fatto pericoli statici - si legge nel provvedimento -, se non un punto non sotto carico».

Piuttosto, è emerso che il primo vano a sinistra al primo piano, per chi arriva dalle scale, «risulta occupato impropriamente da una cittadina che sostiene di essere assegnataria di un alloggio da parte del Comune».

L'ente, però, afferma di non avere autorizzato alcuna occupazione in quella che è una proprietà privata e, per di più, quell'alloggio «non dispone delle condizioni igienico-sanitarie e di salubrità degli ambienti, essendo di fatto inagibile ai sensi di legge».

Da qui la necessità di eliminare ogni situazione di pericolo per la pubblica e privata incolumità, mediante la messa in sicurezza dell'immobile previa la liberazione dei locali occupati «sine titulo»: alla Polizia locale l'incarico di verificare l'osservanza del provvedimento.


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