«Beati gli afflitti, perché saranno consolati (...) Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio».
il Vangelo delle beatitudini, di Matteo, è sembrato perfettamente fotografare da una parte lo stato d'animo di chi piange per una morte inspiegabile, e dall'altra colei che, strappata troppo presto alla vita terrena da quella morte, ad appena 14 anni, ha già visto Dio perché pura, dolce, benevola e sempre disponibile verso gli altri.
La liturgia delle esequie di Elisa Caressa, celebrate ieri pomeriggio nella chiesa degli Angeli Custodi dal parroco, don Vincenzo De Ceglie, ha trovato proprio intorno alla Parola del Signore, attraverso una delle sue pagine più conosciute, una comunque non semplice chiave di lettura perché il dolore resta straziante, tanto più pensando a quello di due genitori rimasti improvvisamente senza la loro figlia adorata.
Elisa è la ragazza tranese morta domenica scorsa in un incidente stradale fra Trani e Bisceglie, nei pressi del lido Matinelle. La moto su cui era a bordo con un ragazzo (tuttora ricoverato in ospedale) avrebbe tamponato la vettura che li precedeva, determinando la loro caduta e lo sbalzo di Elisa sull'altra corsia proprio mentre sopraggiungeva una seconda vettura, che la investiva mortalmente.
Un tragico incidente, una fatalità che non ha lasciato scampo ad Elisa distruggendo una famiglia e lasciando la comunità in un clima di dolore e sgomento.
Anche il parroco queste sensazioni le avverte tutte, ma nell'omelia di ieri pomeriggio ha spiegato che, «pur consapevoli di non avere parole di fronte a situazioni come queste ed al dolore - ha chiarito don Enzo -, non possiamo che essere adulti testimoni di speranza. Come suggerisce il Vangelo che abbiamo letto, sono felici coloro che si prendono cura degli altri, ed Elisa lo ha sempre fatto nella sua famiglia e tra le amiche e gli amici. Con mitezza ha mostrato la sua determinazione e la sua capacità di non escludere mai nessuno».
Tragica fatalità, dicevamo, ma la componente «strada» non è passata inosservata. Infatti, nella Preghiera dei fedeli, un'invocazione recitava testualmente così: «Per tutti coloro che hanno responsabilità nella sicurezza stradale, e per chi guida, perché operino sempre con perizia e prudenza per l’incolumità di quanti sono sulla strada negli itinerari di lavoro o di svago. Preghiamo».
Chiesa gremita dentro e fuori, soprattutto da ragazzi. Ed all'uscita del feretro, fra le lacrime, il non meno commovente lancio verso il cielo di palloncini bianchi. Un simbolico abbraccio finale ad una Elisa tanto sfortunata quanto, nel cuore di tutti, già beata.





