Il default rischiato nel 2015 è ormai lontano, ma la spada di Damocle della Corte dei conti continua a pendere minacciosa sulla testa del Comune di Trani.
Ed allora la giunta comunale è dovuta correre ai ripari in conseguenza di una delibera della Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti che, a distanza di 7 anni dalle fortissime criticità che avevano portato il Comune di Trani (prima dell'insediamento di Bottaro) sull'orlo del fallimento, è tornata ad esprimere censure nei confronti dell'ente con riferimento ai rendiconti 2018 e 2019 ed alcuni aspetti della gestione finanziaria relativa all'esercizio 2018. Ed in questo caso l'epoca è tutta del sindaco in carica.
Il collegio (presidente Torri, a latere Tritto, Piacente, Minervini e Olivadese) già il 28 dicembre 2020 aveva avviato un'attività istruttoria per ottenere chiarimenti sull'esercizio 2018. Il Comune aveva riscontrato la richiesta con una nota inviata tardivamente, il 1mo luglio 2021, e a seguito di questa il collegio aveva evidenziato alcune criticità non superate.
Alla luce delle risposte trasmesse da Palazzo di città, la Corte dei Conti ha accertato persistenti carenze: «Assenza di un cronoprogramma delle spese di investimento, con conseguente impatto nella corretta determinazione del fondo pluriennale vincolato; scarsa capacità di riscossione delle entrate in conto competenza ed in conto residui; insufficiente attività di contrasto all’evasione tributaria; tardività nei tempi di pagamento dei debiti nonostante la presenza di cassa libera e disponibile; presenza di debiti fuori bilancio di cui una parte rilevante sono debiti per acquisto di beni e servizi senza impegno di spesa; problematiche inerenti gli organismi partecipati, con riferimento alla presenza di reciproci rapporti creditori e debitori non riconciliati ed assenza di una doppia asseverazione per la società Amiu; violazione in entrambi gli esercizi 2018 e 2019 dei parametri di deficitarietà».
Definito e rafforzato lo scenario, ecco allora le raccomandazioni al Comune di Trani: «Attenersi a comportamenti conformi ad una sana gestione finanziaria e porre in essere azioni volte a garantire il superamento delle criticità evidenziate provvedendo al mantenimento dei parametri di una sana e corretta gestione finanziaria e contabile al fine di garantire, anche per gli esercizi successivi, il rispetto degli equilibri di bilancio e dei vincoli posti a salvaguardia delle esigenze di coordinamento della finanza pubblica; alla corretta implementazione del fondo pluriennale vincolato».
Inoltre, il forte richiamo «alla congrua quantificazione, anche in chiave prospettica, del Fondo crediti di dubbia esigibilità; al rafforzamento della fase di riscossione delle entrate ed alla corretta gestione dei residui; alla conciliazione dei rapporti creditori e debitori con gli organismi partecipati ed al rispetto degli obblighi di legge».
Ed ancora, «l'adozione di misure idonee a limitare il ricorso ad anticipazioni di tesoreria, e, comunque, alla loro restituzione entro l’esercizio».
Infine, «la completa e veridica redazione della documentazione contabile prevista per legge, il corretto ed esaustivo inserimento dei dati ed il rispetto degli obblighi di trasparenza».
Nello stesso provvedimento la Corte dei Conti pugliese ha disposto che il consiglio comunale fosse informato del provvedimento (circostanza avvenuta lo scorso 29 luglio) e che il Collegio dei revisori dei conti svolga «un’attività di controllo e vigilanza, nell’osservanza del dovere di garantire il mantenimento degli equilibri di bilancio».
La giunta prende atto della deliberazione della Corte dei Conti, ma precisa che si tratta di «una pronuncia che non prescrive, né Individua misure specifiche per rimuovere irregolarità o ripristinare equilibri di bilancio, bensì manifesta alcune criticità tutte risolvibili. Infatti, gli esercizi in questione hanno registrato un miglioramento, come fotografato con il rendiconto 2021, e tra gli obiettivi di performance organizzativa assegnati ai dirigenti è già possibile individuare azioni mirate ad affrontare le criticità segnalate. Ulteriori riferimenti - si legge ancora nella delibera dell'esecutivo - possono essere ricavati nelle previsioni del piano di prevenzione della corruzione 2022-2024».
In questo scenario è anche da registrare «un processo di rafforzamento della struttura organizzativa dell'ente non solo finalizzato alla gestione del pur vorticoso turnover degli ultimi anni, ma anche all'inserimento di nuove competenze e professionalità con innalzamento della dotazione media da 140 A 160 unità, e assegnazioni mirate ad affrontare le esigenze di specifiche articolazioni organizzative».
Ciononostante, l'esecutivo impegna i dirigenti nel perseguimento degli obiettivi azioni e direttive, affida al dirigente dell'Area finanziaria l'onere di monitorare i progressi, segnalare ritardi e proporre adeguamenti e aggiornamenti, ed al segretario generale il compito del coordinamento delle attività dei dirigenti con azioni di stimolo e impulso.
