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Sanità, Antonio Piscopello: «La situazione a Trani è drammatica»

In questi anni, la sanità in Puglia e nella nostra BAT è cambiata radicalmente e purtroppo la nostra città è stata sicuramente la più penalizzata. Il nostro ospedale ha subito un vero e proprio saccheggio a partire dall’anno 2000. Una vera e propria emorragia iniziata con l’allora Governatore della Puglia, Raffaele Fitto, proseguita con Niki Vendola e non bloccata da Michele Emiliano. Il nostro S. Nicola Pellegrino, giorno dopo giorno ha visto i propri reparti saccheggiati, svuotati e trasferiti in quel di Barletta, Andria, ma soprattutto Bisceglie.

Il nostro nosocomio, nonostante qualche carenza, rappresentava un punto di riferimento in tutto il territorio, grazie anche ad alcuni reparti d’eccellenza, come ad esempio Ostetricia/Ginecologia e Rianimazione giusto per citarne alcuni. Mi sono sempre chiesto quale fosse stata la logica di questo scempio, considerando tra l’altro che il nostro ospedale si presentava in uno stato generale più consono ed efficiente rispetto al vicino ospedale di Bisceglie, basti ricordare per esempio le nuove sale operatorie; invece il nosocomio biscegliese ha richiesto notevoli interventi strutturali e di impiantistica a causa del suo stato un po' vetusto e adattato alla meglio; basta menzionare il pronto soccorso ubicato in un sottoscala, buio, poco luminoso, con poco ricambio d’aria e con spazi molto ridotti.

Inutile sottolineare che questo trasferimento è costato alla regione Puglia e quindi alle nostre tasche, diverse decine di milioni. Tutto questo per trasferire un ospedale ad appena 4/5 Km. Assurdo, per non dire altro. In questi anni molti tranesi si sono sbizzarriti nelle varie ipotesi di tale scelta:
a) per molti c’è stato un ordine dall’alto, arrivato da Roma;
b) per altri un impiegato/responsabile della ASL BAT che ha falsificato e corretto alcuni dati sulle nascite e ricoveri, penalizzando Trani a vantaggio di Bisceglie;
c) altri ancora sono convinti che molti medici del S. Nicola Pellegrino abbiano barattato e accettato la chiusura del nostro ospedale in cambio di incarichi più prestigiosi e quindi con la prospettiva di una carriera da primario.
d) infine molti attribuiscono la responsabilità alla classe politica tranese di quel momento; una classe politica dormiente e insensibile al problema ospedale, forse perché impegnata in altre decisioni più importanti.

Francamente tra queste quattro ipotesi, non saprei quale scegliere, anzi per alcune di esse mi dissocio totalmente. Sta di fatto però che TRANI è forse l’unico capoluogo di provincia in Italia dove da diversi anni non esiste un ospedale e dove UDITE UDITE è VIETATO NASCERE. In questi giorni sono trascorsi 18 anni dalla chiusura del punto nascite, pensate, una intera generazione. Come se non bastasse, qualche giorno fa, un certo sig. Marco ha raccontato su Fb, una sua esperienza personale, menzionando un episodio, di cui è stato protagonista suo figlio, che si era procurato una piccola ferita al mento. Giunto al PTA di Trani gli hanno detto di recarsi in un altro ospedale limitrofo, perché non avevano ago e filo per suturare la ferita. Una storia che nel 2022 ha dell’incredibile.

La situazione è al limite del ridicolo e dell’assurdo; ma ci fa capire che a Trani, la situazione sanitaria E’ VERAMENTE DRAMMATICA. Non è possibile ridurre in questo stato, una città di oltre 57.000 abitanti, che in estate aumenta notevolmente il numero di residenti. Tra l’altro la nostra città ha il primato nella BAT per numero di presenze turistiche. Ma anche questo dato per molti sapientoni non è rilevante. Speriamo che nessun turista si faccia male, altrimenti sai che bella figura.

Comunque mentre “Attila” flagellava la nostra città, nel 2007, a Barletta veniva realizzato il nuovo ospedale. Un edificio di 10 piani con polo universitario ed eliporto. DOMANDA. Visto che è di nuova realizzazione perché non lo facciamo a metà strada tra Trani e
Barletta ? Ma sei pazzo rispose il figlio viziato e dispettoso di Attila! Bisogna farlo Il più lontano possibile dalla città della pietra, estremità Nord verso Foggia, quindi ad almeno 15 Km. di distanza.

Dispetto o scelta strategica? Francamente preferisco non rispondere, del resto in questi anni non ho visto consiglieri regionali, onorevoli o senatori del territorio, battersi per salvaguardare il nostro diritto alla salute. Trani serve solo da serbatoio durante le tornate elettorali, ma qui la colpa è anche nostra. Io dico sempre: “ meglio votare UN TRANESE INCAPACE CHE UN FORESTIERO CAPACE”. Infatti in questi anni, non mi sembra che qualche rappresentante politico della nostra provincia si sia distinto per salvare il nostro ospedale. Abbiamo assistito ad un silenzio assordante. Anzi, spero di sbagliarmi, ma ho la sensazione che c’è un accanimento e di conseguenza un godimento nel penalizzare la nostra città. Come diceva Andreotti: “A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”. Del resto l’attuale situazione del nostro PTA è visibile a tutti. La nostra rappresentante cittadina, Debora Ciliento, si è prodigata non poco per cercare di salvare il salvabile, ma purtroppo in regione è stata lasciata sola ed ha notevoli difficoltà, nonostante i suoi sforzi ed il suo impegno.

Intanto noi tranesi ci consoliamo col vicino Ospedale di Andria, circa 8/9 Km. Quest’ultimo grazie a delle menti eccelse fu costruito in prossimità di un passaggio a livello che se chiuso, non offre strade alternative per raggiungere il “Bonomo”. Quindi in caso d’urgenza, arrivando da Trani, in attesa che passi il treno...Alla luce di tale incongruenza logistica, è stato deciso di costruirne uno nuovo. DOMANDA. Visto che è di nuova realizzazione perché non lo facciamo a metà strada tra Trani e Andria ? Ma sei pazzo rispose sempre, il figlio viziato e dispettoso di Attila ! Bisogna farlo Il più lontano possibile dalla città della pietra, estrema periferia verso Canosa, quindi ad almeno 15 Km. di distanza.

Ma c’è già un grande Ospedale ad Andria, basta implementarlo e il problema del passaggio a livello sta per essere risolto definitivamente. Ma il figlio di Attila, capriccioso e dispettoso, ricordandosi una famosa pubblicità di una marca di gelato disse: Due è meglio che ONE ! E del vecchio ospedale che ne facciamo? Si vedrà. Quindi a questo punto, noi tranesi ci consoliamo col vicino ospedale di Bisceglie, posto ad appena 4/5 Km. e facilmente raggiungibile. Ma la mente eccelsa si è risvegliata ed ha deciso che
anche a Bisceglie bisogna farne uno nuovo. DOMANDA. Visto che è di nuova realizzazione perché non lo facciamo a metà strada tra Trani e Bisceglie ? Ma sei pazzo rispose il figlio viziato e dispettoso di Attila! Bisogna farlo il più lontano possibile dalla città della pietra, estrema periferia verso Molfetta, quindi ad almeno 15 Km. di distanza. Ma nella città del “Dolmen” c’è già un ospedale. Ma il bambino capriccioso e dispettoso, ricordandosi della famosa pubblicità disse: Due è meglio che ONE! E del vecchio ospedale che ne facciamo? Si vedrà. Intanto, in attesa che venga costruito, il nuovo ospedale, ha già un nome, lo chiameranno ospedale del Nord Barese. Ma non sorge sul territorio di Bisceglie? Quindi sarebbe più appropriato “Ospedale della “Bat sud”. Ma forse la mente eccelsa ha in mente una strategia molto logica e funzionale. Quindi l’Ospedale di Monopoli-Fasano lo chiameranno del “Nord Salento” e il nuovo policlinico di Taranto, “Ospedale dell’Alto Tavoliere”.

Inoltre per rendere più corposo e fattibile, il nuovo progetto, per far numero, si inseriscono città della provincia di Bari, vedi Corato, Molfetta, Terlizzi e Ruvo, mischiando come magia, due provincie e due ASL.

E Trani? In questo “chambott” o carrozzone, serve solo come ruota di scorta. I suoi circa 60.000 abitanti serviranno a rafforzare la genialità e la fattibilità del progetto. Tornando a Barletta, non mi sorprenderei se venisse costruito un nuovo ospedale. Le nuove normative a livello Europeo, prevedono lo sviluppo degli ospedali in orizzontale e non in verticale, per motivi di funzionalità e sicurezza. Quindi Barletta, già oggi ha un ospedale non rispondente alle nuove esigenze costruttive e modulari, così come previsto, pertanto dopo la realizzazione del nuovo ospedale di Andria, prepariamoci alla cantierizzazione del nuovo ospedale di Barletta, della serie: Due è meglio che ONE ! Quindi avremo due Ospedali ad Andria, due a Bisceglie e molto probabilmente due a
Barletta. “A noi tranesi, in caso d’urgenza, quei 15 KM, potrebbero rivelarsi fatali, perché in ambulanza ci vorrebbero diversi minuti per raggiungere uno dei tre nosocomi. Ma se ci tolgono anche l’ambulanza, così come sta avvenendo, il problema non si pone”.
Intanto il Pellegrino di Trani Abbandonato (PTA) a se stesso, aspetta fiducioso il suo de profundis. Negli anni il nostro comportamento civile e signorile è servito solo a farci deridere, praticamente ci hanno preso per il c…. e continuano a farlo.

Nel 2016, quindi sei anni fa, è stato addirittura sottoscritto e firmato un protocollo d’intesa tra regione Puglia e Comune di Trani, alla presenza del Sindaco Amedeo Bottaro, del Governatore della Puglia, Michele Emiliano e del Direttore della Asl Bat, Alessandro delle Donne. Nel documento si parla di tante cose come ad esempio dei 10 posti letto dell’ospedale di comunità; la realizzazione di una cittadella Socio-Sanitatia presso l’ex ospedaletto, il servizio di neuropsichiatria infantile, il centro diurno per anziani, la ristrutturazione dell’ex Ospedale degli Agostiniani e addirittura la creazione di un parcheggio sotterraneo in piazza Gradenico *) e tanto altro. Carta straccia ingiallita dagli anni.

Se non viene rispettato e attuato un protocollo firmato e sottoscritto in prima persona dal presidente della Regione Puglia, di cosa stiamo parlando. Mi viene in mente la mitica frase di “Sora Lella”: Annamo bene!!! Intanto si susseguono riunioni, conferenze, incontri, si stilano documenti e nascono associazioni che dopo l’aire iniziale si sciolgono come neve al sole. A questo punto abbiamo due scelte: continuare a farci prendere in giro o reagire in modo incisivo e a gamba tesa.La giunta comunale di Trani s’incatena davanti il PTA, ma forse chiedo troppo; Alcuni concittadini cominciano a fare lo sciopero della fame davanti l’ex Ospedale;

Tutto il consiglio comunale insieme a cittadini ed associazioni di vario genere presidiano il PTA con cartelli e striscioni di protesta.
Sicuramente richiameremmo l’attenzione di tv regionali e nazionali, e il caso “SANITA’ A TRANI” potrebbe diventare argomento di discussione nelle sedi opportune. Chiaramente la protesta civile e ordinata va ripetuta nel tempo, altrimenti dopo qualche giorno, tutto finisce nel dimenticatoio. Una altra strada potrebbe essere meno chiassosa ed eclatante ma forse più redditizia. Un esposto alla Procura della Repubblica, per sperpero di denaro pubblico o conflitto d’interesse, idem alla Corte dei Conti; oppure una interrogazione al Presidente della Repubblica o al futuro Presidente del Consiglio. LA SANITA’ NON E’ UN PRIVILEGIO, MA UN DIRITTO SANCITO DALLA COSTITUZIONE (ART. 32).

Antonio Piscopello

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