Oggi dopo 52 anni, se si eccettuano quelli fortemente condizionati dal covid, la cappella dell'Assunta di via San Giorgio resta chiusa nel giorno della memoria liturgica della stessa Madonna.
«Non ne conosco i motivi - fa sapere il padre spirituale don Saverio Pellegrino, parroco di San Francesco, ma non avendomi il comitato comunicato (come sempre aveva fatto) l'apertura della chiesetta, posso confermare che oggi la stessa resterà chiusa».
Il piccolo edificio di culto è di proprietà privata ed appartiene segnatamente alla famiglia Campione, ne ha dato in custodia le chiavi ad un comitato di devoti con i quali l'arcivescovo Giuseppe Carata stipulò una convenzione per la quale il bene sarebbe stato aperto per l'attività liturgica almeno una volta al mese.
Tale circostanza è mutata nel corso degli anni con riferimento al giorno del mese e della settimana, ma sostanzialmente non si è mai interrotta.
Cosa abbia determinato il comitato a non aprire oggi, in cui si sarebbe potuto fare coincidere l'apertura mensile con la festa, non è ancora ben chiaro.
Di certo una volta, grazie anche ad alcuni generosi finanziatori fra cui l’indimenticato Tito Delfini, intorno all’Assunta si realizzava una vera e propria festa con processione, che già da tempo si è interrotta.
Ma almeno il segno visibile della cappella aperta, davanti alla quale chiunque si sarebbe potuto fermare, pregare un attimo ed eventualmente lasciare un'offerta, c'era sempre stato. Quest'anno, invece, tutto chiuso.
Ed allora per invocare l’intercessione dell'Assunta, ci si potrà recare nella basilica superiore della cattedrale, ad essa dedicata, oppure a San Giovanni dove è presente una tela settecentesca.
E non sarebbe da escludere che, a partire dall'anno prossimo, al santuario di Santa Maria di Colonna riprenda la tradizione, già vigente negli anni passati, di fare coincidere la festa di Santa Maria di Colonna con quella dell'Assunta, attraverso quanto meno un triduo di manifestazioni tra liturgia e devozione popolare.



