«Stiamo valutando», è la lapidaria risposta del sindaco, Amedeo Bottaro, alla domanda del cronista circa il criterio di nomina degli scrutatori per le imminenti elezioni politiche del 25 settembre.
La dichiarazione sembrerebbe celare, e neanche poi così tanto, la volontà di temporeggiare in vista di una scelta che stamani, alle 12 in seduta pubblica a Palazzo di città, la Commissione elettorale dovrebbe operare in direzione della designazione degli scrutatori per indicazione (da parte loro), anziché per sorteggio.
Ai recenti referendum sulla giustizia del 12 giugno, secondo quanto si è appreso informalmente da Palazzo di città, dopo la nomina avvenuta per sorteggio avrebbero rinunciato a presentarsi almeno 100 dei 166 scrutatori estratti a sorte, per una percentuale del 60 per cento ritenuta troppo alta per considerare soddisfacente l'esito della nomina casuale.
Gli effetti del sorteggio, infatti, avrebbero determinato non pochi disagi per la ricostituzione dei seggi: in primo luogo, l'obbligo di notificare nuove nomine sulla base delle rinunce pervenute alla casa comunale; in secondo luogo, la necessità da parte dei presidenti di sostituire gli altri scrutatori assenti, che non avevano neanche formalizzato la rinuncia, con i cittadini presenti all'esterno dei seggi all'inizio delle operazioni di costituzione degli stessi il sabato pomeriggio.
Al referendum gli scrutatori sono soltanto tre, ma alle politiche tornano ad essere quattro, e pertanto si parla di 220 operatori delle sezioni elettorali: se nel mancasse anche solo il 40 per cento, il disagio sarebbe pressoché sovrapponibile a quello della recente consultazione sulla giustizia.
Qualcuno potrà osservare che la nomina degli scrutatori tramite indicazione sia una vera e propria lottizzazione politica, ma è anche vero che questa volta si registra il silenzio di tutta la classe politica. E tale circostanza sembra sposare, più che avversare, questo tipo di scelta che in realtà favorirebbe tutti i consiglieri comunali (sia di maggioranza, sia di minoranza) offrendo a ciascuno di essi la possibilità di indicare qualcuno che sia loro in qualche modo vicino, mantenendone vivo il consenso a quasi due anni e mezzo dal voto amministrativo.
Peraltro Patrizia Cormio, nell'ultima riunione della Commissione elettorale in occasione del referendum, a margine del sorteggio chiese e ottenne che si verbalizzasse la sua richiesta di una manifestazione di interesse da parte di chi, in assenza di un'occupazione e con un'età non superiore a 40 anni, volesse candidarsi al ruolo di scrutatore: l'orientamento, però non ha preso forma in alcuna decisione e conseguente procedimento, ed ormai non ci sono più i tempi tecnici per metterla in pratica a soli 22 giorni dalla conclusione della campagna elettorale.
In altre parole, si va verso un ritorno al passato. Un po' per necessità, un po' più per opportunità.
