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Se il teatro indaga il disagio: «I figli della frettolosa» in scena a Palazzo Beltrani

“I figli della frettolosa” è una produzione pluripremiata ed apprezzata nata nel 2019 a motivo di un progetto prodotto per i cent’anni dell’Unione Italiana Ciechi, lo spettacolo che è andato in scena al Palazzo delle Arti Beltrani è nel cartellone della XXVI edizione del Festival Internazionale di Andria Castel dei Mondi.

La Compagnia Berardi-Casolari di Crispiano (TA) ha affrontato nella performance il tema della cecità e dello sguardo che si e ci interroga sul senso che ha oggi la parola ‘vedere’, uno spettacolo di cui sono stati protagonisti non solo il duo Gianfranco Berardi, cieco dall’età di 18 anni ma si stenta a crederci per l’abilità e la naturalezza con cui si è mosso sul palco, e Gabriella Casolari, sua moglie, ma anche altri attori ciechi e ipovedenti, non professionisti, che si erano preparati in questi giorni partecipando ad una propedeutica attività laboratoriale: c’erano da Trani Mauro Di Cugno ed Elena Ventura, da Bisceglie Davide Cassanelli.

L’emozione ha planato a “Corte Davide Santorsola” per come, stupenda la voce di Silvia Zaru che ha inframezzato lo spettacolo, e per ciò che è stato raccontato con parabole coinvolgenti, tutto il bello, perché esiste una dimensione bella, ed il brutto dell’handicap; sono stati lanciati messaggi chiari che al netto della durezza di una condizione, fanno sì che i ciechi forse oggi ci vedano meglio dei “vedenti” che frastornati come sono da una società ostile hanno offuscate ogni facoltà per il bombardamento di immagini a cui sono sottoposti che non gli danno il tempo di osservare e di conoscere davvero.

Il punto di partenza delle riflessioni di Berardi e Casolari coincide con quelle di un gruppo di ciechi, di chi guarda ma non vede, di chi percepisce differentemente, con le loro storie, le loro abilità, il loro muoversi nel buio della conoscenza, uno spettacolo quello di ieri sera che privo di ogni retorica narra di vite reali e di quanta miopia sociale ed esistenziale esista nei confronti di questa condizione. Lo spettacolo che era iniziato con una sorta di processione apparentemente triste si è concluso con una analoga allegra e scoppiettante, una esperienza che ha coinvolto gli spettatori stessi chiamati a muoversi all’interno di una esperienza profonda e interessante che ha divertito, ma convincendoci che davvero il possibile può essere altrove, che la nostra società smarrita e insicura forse ha bisogno di cominciare a credere che si può essere capaci di vedere ciò che è vero oltre ciò che i nostri occhi osservano illudendoci che sia la verità.

Nel video la bella intervista a Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari ed alcuni passaggi dello spettacolo; per conoscere meglio la Compagnia Vi segnaliamo il loro sito web: Compagnia Berardi Casolari | Produzione di Spettacoli Teatrali.

https://www.youtube.com/watch?v=JFL93hr5aeQ

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