Silicone, resina, metallo materiali vari e, soprattutto, la mano di un artista capace di cogliere con inquietante realismo aspetti più che verosimili della condizione umana.
Così il tranese Dario Agrimi ha sparigliato le carte in una piazza Catuma nella quale il classico passeggio serale dei cittadini, fino al prossimo 12 settembre, sarà interferito da due installazioni che inevitabilmente catturano l'attenzione ed aprono discussioni, confronti, polemiche. Un uomo in bilico nel vuoto è «Sofisma», una donna con la fronte appoggiata ad un muro e ad esso perpendicolare è «Voli pindarici».
Nel primo caso, un uomo anziano in equilibrio precario ragiona sullo spiccare il salto, oppure attendere la fine dell’esistenza che lo porterà a cadere comunque. Sotto di lui, un secchio pieno d’acqua, come illusione, spudoratamente falsa, di possibilità di salvezza. Metafora della nostra condizione in un tempo non meno precario come quello che stiamo vivendo.
La seconda opera ci presenta una donna con la fronte poggiata a un muro e che galleggia, a circa due metri di altezza, senza alcun punto di appiglio. Solitamente l’espressione “fare dei voli pindarici” viene attribuita a persone che tendono a proiettarsi in un mondo irreale, creativo e dunque a sé stante. Il termine deriva dal nome dell’antico poeta e cantore greco Pindaro, uno dei più grandi esponenti della lirica corale. Di base è un distacco dalla realtà contemporanea e il conseguente ingresso in un mondo ad essa parallelo, spesso dai contorni allucinogeni e fiabeschi dove regna una “sana” alterazione assolutamente deviante e per certi versi destabilizzante, probabile riferimento al mondo virtuale dei social, che sta fortemente prendendo il sopravvento su quello reale, intaccandolo troppo spesso con le peggiori manifestazioni comportamentali possibili.
Le installazioni di Agrimi hanno fatto da preludio al festival Castel dei mondi, che si è concluso ieri, e ne saranno anche la propaggine giacché, come detto, le due opere resteranno esposte in piazza Catuma fino al 12 settembre. Da lì a poco, dopo un opportuno mini restauro, cambieranno luogo a sorpresa.
Escluso, però, che le vedremo a Trani: «Qualora mi fosse stata fatta una proposta avrei valutato - ci dice l'artista -. Visto che così non è stato, lo escludo assolutamente».








