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Trani, inizia la scuola e quasi tutto resta confermato: il punto

L'anno scolastico che inizia sarebbe dovuto essere l'ultimo con la vecchia geografia degli istituti. Ed invece i comprensivi non nasceranno nel 2023-2024, come sarebbe dovuto essere, e probabilmente la cosa non accadrà neanche nel 2024-2025.
In altre parole, si va sempre più verso una prolungata conferma dello status quo, con quattro circoli didattici che comprendono le materne e le primarie, e due scuole medie inferiori. Il motivo è duplice.
In primo luogo, i previsti lavori di efficientamento energetico delle medie Bovio e Baldassarre, che avevano ufficialmente determinato lo slittamento di un anno degli accoppiamenti verticali, non si sono tenuti.
Infatti il dirigente dell'Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri, ha fatto sapere alla Regione Puglia che dovrà rimodularne l'intero quadro economico poiché, a causa dell'aumento delle materie prime, l'impianto di quella che sarebbe dovuta essere la gara non è più attuale.
E così, nel migliore dei casi, i lavori partirebbero nell'estate 2023, per rendere le due scuole pronte all'uso all'inizio dell'anno scolastico 2023-2024.
Nel frattempo, però, si è confermato e rafforzato il secondo motivo dello slittamento, che si chiama denatalità: sta prendendo piede ormai in tutta la regione, e così anche a Bari si sono resi conto del fatto che regole e numeri degli istituti comprensivi vanno cambiate in corsa.
La soglia minima dei 600 alunni, per mantenere attualmente indipendente un circolo didattico, sembra prossima a scendere a 500: così facendo, tante scuole a rischio estinzione si manterrebbero in vita in piena autonomia, con dirigenti propri e relativo personale.
A Trani, prima ancora che la soglia dei 600 alunni sia stata ritoccata - circostanza della quale ancora non si ha effettivamente notizia -, è accaduto che la Regione Puglia ha letteralmente salvato dalla chiusura il Terzo circolo didattico D'Annunzio, assicurandone l'autonomia e di conseguenza un nuovo dirigente scolastico dopo che, per tanti anni, è stato guidato da un reggente.
Ma il nuovo dirigente quasi certamente non arriverà per colpa di un doppio paradosso: fra tutti gli insegnanti disponibili con la procedura di mobilità, per il momento nessuno ha scelto Trani; fra i neoassunti, invece, più di uno ha manifestato gradimento per la sede di via Pedaggio Santa Chiara, ma i posti liberi sono nettamente superiori ai docenti disponibili, e così il Ministero li sta inviando soprattutto al Nord. Risultato, un giovane dirigente del territorio, anziché lavorare a Trani, si prepara a fare armi e bagagli per iniziare l'anno scolastico 2022-2023 in una sede ben distante da casa.
Sono i paradossi di una Pubblica istruzione che ancora fa fatica sotto tanti aspetti, e che nella Bat attende l'attivazione dell'Ufficio provinciale scolastico che, però, avverrà soltanto dopo l'avvio del nuovo anno didattico, così da non avere i tempi tecnici per intervenire immediatamente sulla questione.
E allora tutto confermato per il Primo circolo didattico De Amicis, il secondo Petronelli, il terzo D'Annunzio ed il quarto Beltrani. Qui si registra, nel frattempo, l'arrivo del nuovo dirigente scolastico, Roberto Diana.
Entro il 31 gennaio 2023 gli istituti cercheranno di portare quanta più acqua al proprio mulino per rimpinguare le iscrizioni all'anno scolastico 2023-2024, che ricalcherà specularmente quello che si prepara ad iniziare.
Più che mai congelati, di conseguenza, quelli che sarebbero dovuti essere i nuovi comprensivi: Baldassarre con il Beltrani; la Rocca con il De Amicis; la Bovio-Palumbo con il D'Annunzio; la Petronelli autonoma, progressivamente trasformandosi essa stessa in comprensivo con classi di scuola media insieme con quelle di materna e primaria.
Più in generale, però, «siamo già pronti per l'inizio del nuovo anno scolastico - commenta l'assessore alla pubblica istruzione, Francesca Zitoli -, pur comprendendo che il problema della denatalità è sempre più serio e, come i numeri dimostrano, non riguarda soltanto la nostra città. Ogni soluzione di pianificazione scolastica, dunque, dovrà essere concordata in considerazione del nuovo scenario e, soprattutto all'insegna di un ragionevole buon senso. Intanto, buon anno scolastico a tutti».


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